Serie C, il caso Trapani agita il campionato. Binda: «Un’esclusione sarebbe una ferita. Siracusa…»

Il futuro del Trapani tiene con il fiato sospeso l’intero campionato di Serie C. Nella giornata odierna il Tribunale Federale Nazionale è chiamato a pronunciarsi sulla possibile esclusione del club granata dal torneo, una decisione che potrebbe avere conseguenze pesanti sulla stagione ormai entrata nella fase decisiva.
Il tema è stato al centro della puntata mattutina di “A Tutta C” su TMW Radio, dove è intervenuto anche Nicola Binda, firma de La Gazzetta dello Sport, che ha analizzato lo scenario legato alla decisione del TFN e alle possibili ripercussioni sul campionato.
Come spiegato nel corso della trasmissione A Tutta C su TMW Radio, l’udienza davanti al Tribunale Federale Nazionale è iniziata alle 10.30: la Procura Federale ha avanzato la richiesta di esclusione del Trapani dal campionato, mentre successivamente il collegio giudicante dovrà decidere se accogliere o meno la richiesta dopo aver ascoltato anche le ragioni della difesa.
Secondo Nicola Binda, intervenuto ai microfoni di TMW Radio, un’eventuale esclusione sarebbe comunque un colpo per tutto il movimento.
«L’esclusione di un club, qualora dovesse avvenire, è comunque una ferita. È un fatto doloroso, non è una cosa simpatica. Qualcuno magari fa festa, ma il pensiero va ai tifosi di quella squadra che perdono un pezzo del loro cuore».
Il rischio di un’altra esclusione
Il caso Trapani arriva in un momento già delicato per la Serie C. Come ricordato nel corso della trasmissione A Tutta C su TMW Radio, nella scorsa stagione erano state escluse Turris e Taranto, e una nuova estromissione a poche giornate dal termine della regular season rappresenterebbe un ulteriore colpo per la credibilità della categoria.
Binda ha comunque sottolineato come la questione debba essere affrontata nel rispetto delle regole.
«Esistono delle norme e se non le rispetti le conseguenze sono queste. Non è accanimento: se le regole sono queste è giusto che vengano applicate».
Possibili ricorsi
Un eventuale provvedimento di esclusione, inoltre, potrebbe aprire la strada anche a ricorsi da parte di altre società, soprattutto per quanto riguarda la ridefinizione della classifica e i punti conquistati contro il Trapani.
Come emerso nel corso di A Tutta C su TMW Radio, la questione rischia quindi di avere ulteriori sviluppi legali e sportivi, con possibili ricorsi che potrebbero prolungare la vicenda anche dopo la decisione del Tribunale Federale.
Il problema delle proprietà
Nel suo intervento a TMW Radio, Binda ha poi allargato il discorso alla struttura economica della Serie C, evidenziando le difficoltà che molte società devono affrontare.
«La Serie C è una categoria spesso sottovalutata e fare calcio a questo livello è durissimo perché non ci sono ricavi sufficienti. I presidenti devono investire capitali importanti e non sempre il sistema riesce a sostenerli».
Il giornalista della Gazzetta dello Sport, sempre ai microfoni di TMW Radio, ha però ribadito come la maggior parte dei club operi con serietà.
«Ci sono tante proprietà solide e affidabili, ma basta qualche situazione problematica per rovinare l’immagine di tutta la categoria».
Il caso Siracusa
Durante la trasmissione A Tutta C su TMW Radio è stato citato anche il Siracusa, altra realtà che vive una situazione societaria delicata.
Binda ha comunque riconosciuto il grande lavoro svolto sul campo dalla squadra allenata da Marco Turati.
«Il Siracusa arriverà in fondo al campionato e lo porterà a termine. È molto penalizzato e probabilmente arriverà un’altra penalizzazione, ma sul campo la squadra sta facendo cose straordinarie e Turati sta svolgendo un ottimo lavoro».
Un sistema fragile
Il quadro tracciato durante A Tutta C su TMW Radio restituisce l’immagine di una categoria affascinante ma fragile, dove il peso economico della gestione resta molto alto.
Per Binda la strada resta quella della solidità delle proprietà e di progetti sostenibili:
«In queste categorie servono società serie e strutturate. Basta poco perché un equilibrio si rompa e una piazza si ritrovi improvvisamente in difficoltà».
