La stagione delle Nissa è già finita?

La sconfitta casalinga contro la Reggina apre nuovi interrogativi sul futuro della Nissa e sulle ambizioni di una squadra costruita per disputare un campionato di vertice. Il 2-1 subito al Marco Tomaselli lascia i biancoscudati a quota nove punti dopo otto giornate, con un distacco di dieci lunghezze dalla capolista e appena due punti di vantaggio sulla zona playout. Come analizza Gandolfo Maria Pepe sulle colonne de La Sicilia, il momento impone una riflessione profonda, perché i risultati continuano a essere lontani dalle aspettative iniziali.
La Nissa attraversa una crisi che va oltre la sconfitta contro gli amaranto. Nelle ultime cinque partite sono arrivati soltanto due pareggi e tre sconfitte, mentre il rendimento casalingo rappresenta un ulteriore motivo di preoccupazione. Il Tomaselli, inizialmente considerato uno dei punti di forza della squadra, è diventato terreno di conquista per Vibonese e Reggina. Gandolfo Maria Pepe su La Sicilia ricorda come l’avvio di stagione non fosse stato completamente negativo: dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia, i biancoscudati avevano raccolto due vittorie e un pareggio nelle prime tre giornate, compreso il successo sul campo del Licata.
Il primo campanello d’allarme era arrivato ad Avola, dove la Nissa aveva sprecato un doppio vantaggio, passando dallo 0-2 al 4-2 finale. Da quel momento è iniziata una fase negativa che ha portato anche al cambio in panchina, con Ivan Moschella subentrato a Di Gaetano. La svolta sperata, però, non si è ancora concretizzata: il nuovo allenatore ha conquistato due punti in quattro partite, contro i sette raccolti dal predecessore nelle prime quattro giornate.
Come evidenzia Gandolfo Maria Pepe nell’articolo pubblicato da La Sicilia, la società continua a chiedere unità e fiducia. L’allenatore Ivan Moschella e il direttore sportivo Lorenzo Giovannone hanno ribadito la volontà di reagire: «Stiamo uniti. Non si molla, usciremo da questo momento». Più amareggiato il vicepresidente Savio Ferreri: «Siamo delusi e amareggiati. Dobbiamo chiuderci dentro e capire come venirne fuori. Il nostro è un progetto serio, concreto, a fine stagione tireremo i conti».
Anche il patron Luca Giovannone ha commentato il ko contro la capolista, sottolineando gli episodi che hanno deciso l’incontro e l’emergenza infortuni: «Se fosse stata una gara di boxe, sarebbe finita pari. Loro hanno avuto due occasioni e hanno segnato due gol, noi ne abbiamo costruite diverse e realizzata una sola». Il presidente ha poi richiamato l’attenzione sulle numerose assenze: «14 infortunati, alcuni con problemi gravi, un’emergenza che rende tutto più complicato. È l’anno della Reggina, noi cercheremo di proseguire con un campionato dignitoso».
Gandolfo Maria Pepe su La Sicilia sottolinea infine come il problema principale sia la distanza tra le ambizioni dichiarate e i risultati ottenuti. La Nissa non è ancora fuori dai giochi, ma non può continuare a vivere di promesse e rimpianti. Servono punti, continuità e una risposta concreta sul campo per evitare che una stagione nata con grandi aspettative si trasformi in una lunga rincorsa alla salvezza.
