Catania, tempi errati e pochi soldi L’ultimo posto non è una sorpresa

Il momento del Catania è complicato dentro e fuori dal campo. Sono trascorsi 187 giorni dall’acquisizione di Torre del Grifo Village da parte di Ross Pelligra, ma il clima attorno alla proprietà è profondamente cambiato. Dall’entusiasmo iniziale si è arrivati alla contestazione di una parte della tifoseria, con la vicenda della fideiussione depositata con 48 ore di ritardo indicata come uno dei momenti decisivi della frattura.
È il quadro tracciato da La Sicilia, che analizza la situazione rossazzurra dopo un avvio di campionato da dimenticare. I punti eventualmente persi possono essere recuperati, ma molto più difficile appare ricostruire la fiducia della piazza nei confronti del patron e della società.
Pelligra, budget e mercato: cresce il malcontento
Secondo La Sicilia, proprio in una stagione che avrebbe potuto offrire un’occasione importante per puntare al vertice, la famiglia Pelligra ha scelto di ridimensionare gli investimenti. Il mercato è diventato strettamente legato alle uscite: per far entrare nuovi giocatori bisogna prima liberare spazio e risorse economiche.
Il quotidiano porta come esempio la trattativa per Rizzo Pinna. Il Catania aveva seguito il giocatore, valutato circa 500 mila euro, ma l’operazione non si è concretizzata e il calciatore ha successivamente scelto Brescia.
Dopo 180 minuti di campionato, intanto, il Catania si ritrova ancora senza punti. Una partenza che aumenta gli interrogativi sulla costruzione della squadra e sulle scelte compiute durante l’estate.
A pesare nel rapporto con la tifoseria, evidenzia ancora La Sicilia, non sono soltanto i risultati. Nel mirino finiscono anche il ritardo della fideiussione, la questione del logo, il mercato condizionato dalle risorse disponibili e lo stop dei lavori a Torre del Grifo.
Grella chiamato a fare chiarezza
Tra le figure maggiormente contestate c’è Vincenzo Grella, indicato come il principale responsabile della gestione del club. Il quotidiano chiede chiarezza sulla reale capacità economica della società di sostenere contemporaneamente una squadra competitiva e il progetto di riqualificazione di Torre del Grifo.
La riflessione coinvolge anche diversi ex rossazzurri che stanno trovando fortuna lontano da Catania. Cargnelutti ha segnato con il Sorrento a Salerno dopo aver fornito anche un assist, mentre Zanellato ha realizzato una doppietta con il Casarano. Contro lo stesso Catania è andato a segno anche l’ex Greco con il Monopoli.
Mercato, può servire un altro centrocampista
Sul piano tecnico, Coda, Torrasi e Caligara devono ancora entrare pienamente nei meccanismi di Emilio Longo, mentre Di Gennaro è tornato al centro del progetto dopo i dubbi delle scorse settimane.
L’infortunio subito da Di Marco potrebbe inoltre spingere la società a intervenire nuovamente a centrocampo e, secondo La Sicilia, non è escluso che possa servire anche qualche correttivo in difesa.
Proprio il reparto arretrato alimenta alcune riflessioni. Rispetto alla precedente gestione tecnica sono cambiate diverse gerarchie: Dini è destinato alla cessione, Ierardi viene utilizzato centralmente e Allegretto è rimasto fuori anche a causa della frattura a due dita della mano. Un rinnovamento che, almeno nelle prime due giornate, non ha ancora prodotto i risultati sperati nella fase di non possesso.
Longo mette i giocatori davanti alle proprie responsabilità
A rendere ancora più delicato il momento sono state le dichiarazioni rilasciate da Longo dopo la sconfitta contro il Monopoli.
«Quei 18 minuti iniziali rappresentano l’identità che questa squadra dovrebbe avere per 90′. Qui risiede il grosso sforzo che devo fare per capire quanta disponibilità abbiano i ragazzi nel produrre per 90′ una logica di gioco, e quanta voglia abbiano di faticare anche nelle difficoltà».
Il tecnico ha poi aggiunto: «La squadra tendenzialmente pensa in modo troppo positivo e si potrebbe varcare la soglia della presunzione, ma noi dobbiamo capire che questo è un girone infernale e non esistono partite semplici».
Parole sulle quali La Sicilia si interroga: un richiamo forte alla squadra dopo due sconfitte oppure il tentativo di spostare sui calciatori parte delle responsabilità?
Il dato, per il momento, rimane quello di una partenza negativa accompagnata da numerosi interrogativi. Il Catania deve reagire sul campo, mentre alla società viene chiesta maggiore chiarezza su mercato, risorse economiche e futuro del progetto.
