Palermo, a Bari per continuare la risalita: Inzaghi vede il bicchiere mezzo pieno

Il Palermo torna in campo ancora lontano dal “Renzo Barbera”. Questa sera alle 20.30 i rosanero affrontano il Bari nell’anticipo della ventiduesima giornata di Serie B, seconda trasferta consecutiva dopo il pareggio di Modena. Un 0-0 che ha allungato a nove la striscia di risultati utili consecutivi, ma che ha lasciato anche qualche rimpianto, tra il gol annullato a Palumbo dal Var e l’allontanarsi dei primi tre posti, complice le vittorie di Frosinone, Venezia e Monza, come racconta La Sicilia.
Filippo Inzaghi, però, sceglie ancora una volta di guardare avanti. In conferenza stampa il tecnico ribadisce un concetto chiave: «Il nostro campionato è iniziato nove giornate fa a Chiavari. Da lì sono cambiate tante cose, abbiamo fatto scelte difficili e dolorose, ma in queste nove partite abbiamo raccolto 19 punti, una media da promozione. Stiamo crescendo partita dopo partita». Un’analisi lucida, riportata da La Sicilia, che fotografa il momento del Palermo.
Anche la prestazione di Modena viene letta in chiave positiva: «Abbiamo fatto una partita molto seria contro una squadra forte. Dobbiamo continuare così. Bari è una partita importante e vogliamo vincere, ma non guardo più se giochiamo in casa o fuori. Ora guardo solo la crescita della squadra». Per Inzaghi, il percorso conta più del contesto, sottolinea ancora La Sicilia.
La rosa a disposizione sarà la stessa vista al “Braglia”. L’unico indisponibile resta Magnani, già rientrato a Palermo e tornato ad allenarsi al CFA di Torretta. «Sta bene, si allena forte da qualche giorno – spiega Inzaghi – ma a Bari non possiamo rischiarlo. È stato fermo un mese, servirà ancora un po’ di tempo. Per noi è un acquisto incredibile e tra una o due settimane sarà pronto».
Il Palermo continua a costruire la propria forza partendo dalla solidità difensiva: 14 gol subiti in 21 partite, miglior difesa del campionato. Qualche margine di miglioramento resta invece in fase offensiva, ma anche qui Inzaghi preferisce il lato positivo: «Se Pohjanpalo è il capocannoniere vuol dire che viene servito bene. A Modena, nell’ultima mezz’ora, potevamo cercarlo meglio o lui poteva farsi trovare nella posizione giusta».
Al di là degli aspetti tattici, il tecnico insiste sull’identità: «Bisogna costruire un’anima. Io cerco giocatori che tengono a questa maglia, che combattono e corrono. In Serie B, se non vai a duemila all’ora, non vai da nessuna parte». Un manifesto chiaro, ribadito anche a La Sicilia, che racconta la direzione intrapresa dal Palermo.
Per quanto riguarda la formazione, l’unica possibile novità rispetto a Modena è il ritorno di Segre a centrocampo. Ne deriverebbe un ballottaggio sulla trequarti, al fianco di Palumbo, tra Gyasi, Vasic e Le Douaron. Per il resto, Joronen tra i pali, Peda favorito su Bereszynski come braccetto di destra, Bani al centro e Ceccaroni a sinistra. In mezzo Ranocchia con Segre, sugli esterni Pierozzi e Augello. Davanti, Palumbo alle spalle di Pohjanpalo insieme al vincitore del ballottaggio.
