Messina, verrei di corsa

La scomparsa di Igor Protti continua a suscitare profonda commozione nel mondo del calcio e soprattutto tra coloro che hanno condiviso con lui anni importanti della propria carriera. Tra questi c’è Maurizio Miranda, ex difensore del Messina, che ha voluto ricordare l’attaccante scomparso a 58 anni con parole cariche di affetto e nostalgia.
Intervistato dalla Gazzetta del Sud, Miranda ha ripercorso gli anni trascorsi insieme a Protti in maglia giallorossa tra il 1990 e il 1992, un periodo che ha lasciato ricordi indelebili nonostante le sole due stagioni condivise.
«Mi è dispiaciuto molto. Era un ragazzo in gamba, con una forte personalità, un grande giocatore e un grande amico all’interno dello spogliatoio», ha raccontato Miranda alla Gazzetta del Sud. «Ha lasciato una grande impronta a Messina. Era l’erede di Schillaci, segnava tanto ed è normale che sia entrato nel cuore dei tifosi».
Nel ricordo dell’ex difensore emerge soprattutto il lato umano dell’ex bomber amaranto. Come riportato dalla Gazzetta del Sud, Miranda conserva ancora oggi il ricordo di un compagno sempre disponibile e profondamente legato ai rapporti costruiti durante la carriera.
«Non lo chiamavo Igor, ma bomber. Il ricordo più bello è aver condiviso con lui lo spogliatoio. Sono stati anni meravigliosi», ha spiegato Miranda alla Gazzetta del Sud. «Anche se abbiamo vissuto momenti difficili, come la retrocessione del 1992, la sua cessione al Bari si rivelò un grande affare per il Messina».
Particolarmente toccante il ricordo dell’ultimo incontro tra i due. «Ci siamo rivisti qualche anno fa a Messina e ci siamo abbracciati. Era sempre molto legato ai suoi ex compagni. La sua scomparsa lascia un grande vuoto e tanto amaro in bocca. Mi consola sapere che sia riuscito ad accompagnare sua figlia all’altare. Per un padre è un momento speciale».
Dalle pagine della Gazzetta del Sud, Miranda ha poi affrontato anche il delicato momento che sta attraversando il Messina dopo la retrocessione in Eccellenza. Un verdetto che ha sorpreso anche chi, come lui, continua a seguire con affetto le vicende del club peloritano.
«Ho seguito la squadra e ho visto anche la gara di Ragusa. Non mi aspettavo assolutamente la retrocessione», ha dichiarato alla Gazzetta del Sud. «Messina è una città a cui resto profondamente legato e che considero casa mia».
L’ex difensore individua una svolta precisa nella stagione giallorossa. «Con Pippo Romano e il direttore sportivo Giovanni Martello era stato costruito un buon gruppo e recuperata una situazione difficile. Secondo me, con loro il Messina si sarebbe salvato».
Guardando al futuro, Miranda auspica un percorso di rilancio serio e programmato. «La società deve lavorare bene e con responsabilità. Negli anni Messina è stata spesso attraversata da personaggi che si sono presentati come salvatori della patria senza poi lasciare risultati concreti».
Infine uno sguardo alla propria esperienza professionale più recente. Dopo l’avventura da vice allenatore di Giacomo Modica all’Hamrun Spartans di Malta, conclusa con il terzo posto e la qualificazione alla Conference League, Miranda non nasconde le proprie ambizioni.
«È stata una stagione positiva, ma adesso vorrei intraprendere un percorso autonomo. E se dovesse arrivare una chiamata da Messina, verrei di corsa», ha concluso alla Gazzetta del Sud.
Tra il ricordo di un grande campione come Igor Protti e l’amore mai sopito per il Messina, le parole di Maurizio Miranda raccontano il legame profondo che continua a unire tanti protagonisti della storia giallorossa alla città dello Stretto.
