Trapani, cercasi stadio. Trattativa con Marsala: ma c’è il rischio tifoserie

Il Trapani rischia di ritrovarsi senza uno stadio dove disputare le partite casalinghe del prossimo campionato di Serie D. Una situazione delicata che, come racconta Repubblica, nasce dal mancato accordo tra la società granata e il Libero Consorzio Comunale di Trapani per l’utilizzo dello stadio Provinciale.

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Secondo quanto riportato da Repubblica, il confronto tra il club e l’ente proprietario dell’impianto si è interrotto a causa delle richieste economiche avanzate dall’ex Provincia, che comprendono il pagamento del canone di concessione e delle utenze per una cifra complessiva superiore ai 100 mila euro.

Una richiesta ritenuta eccessiva dalla società granata, che continua inoltre a rivendicare il riconoscimento delle spese sostenute negli anni per alcuni interventi di ammodernamento effettuati al Provinciale e solo parzialmente riconosciuti dagli uffici competenti.

Alla luce dello stallo, il Trapani ha avviato una vera e propria ricerca di un nuovo impianto dove disputare le gare interne della stagione 2026-2027. Come sottolinea Repubblica, la scelta non è semplice, poiché la normativa impone requisiti precisi: almeno mille posti disponibili e la presenza di due settori distinti per tifosi locali e ospiti, dotati di accessi separati.

La prima soluzione presa in considerazione è stata quella di Capaci. L’impianto utilizzato dall’Athletic Palermo avrebbe già ottenuto una disponibilità di massima, ma resta il problema della distanza. Oltre novanta chilometri separano infatti Trapani da Capaci, un fattore che potrebbe incidere negativamente sull’affluenza dei tifosi granata durante la stagione.

Per questo motivo, evidenzia Repubblica, la dirigenza ha iniziato a valutare alternative più vicine al territorio provinciale. Gli impianti che sulla carta rispondono ai requisiti richiesti dalla Lega Nazionale Dilettanti sarebbero quelli di Alcamo, Castelvetrano, Marsala e Mazara del Vallo.

Le opzioni di Alcamo e Castelvetrano presentano però alcune criticità legate alle condizioni delle strutture. Entrambi gli stadi non ospitano il campionato di Serie D da diversi anni e potrebbero necessitare di interventi di adeguamento difficili da completare nei tempi ristretti che separano il club dall’inizio della nuova stagione.

Più percorribili sembrano le piste che conducono a Marsala e Mazara del Vallo. Tuttavia, come evidenzia ancora Repubblica, in questi casi potrebbero emergere problematiche legate all’ordine pubblico e alla gestione delle tifoserie, con il rischio concreto che la Prefettura possa imporre la disputa delle partite a porte chiuse.

Tra le ipotesi attualmente più concrete figura proprio quella di Marsala. Secondo Repubblica, il Trapani avrebbe già avviato i primi contatti con il presidente del Marsala, Angelo Casa, che gestisce l’utilizzo dello stadio Lombardo Angotta grazie a un accordo con l’amministrazione comunale.

Nelle scorse ore è stata inoltrata una richiesta ufficiale agli uffici del neo sindaco Andreana Patti. La decisione finale spetterà ora al Comune, chiamato a valutare la possibilità di concedere l’utilizzo dell’impianto ai granata.

Nel frattempo il tempo continua a scorrere. Con la Coppa Italia di Serie D prevista tra poche settimane e il campionato alle porte, il Trapani è chiamato a individuare rapidamente una soluzione per evitare di iniziare la stagione senza una vera casa sportiva.

La vicenda dello stadio rappresenta così uno dei principali nodi da sciogliere per il club granata, alle prese con un’estate che si preannuncia complessa sia sul piano organizzativo che su quello sportivo.

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