Eccellenza, Kamarat in difficoltà. Il presidente Traina scrive ai tifosi

Un messaggio di responsabilità, fiducia e orgoglio per provare a rilanciare il Kamarat. Il presidente Giuliano Traina ha affidato a una lettera aperta il proprio pensiero sul momento difficile attraversato dalla formazione di Cammarata, rivolgendosi direttamente ai calciatori e ai sostenitori dopo un avvio di stagione al di sotto delle aspettative.

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«Tifosi, sportivi, amici. Parlo a voi in un momento difficile. I risultati non sono quelli che volevamo, lo so. C’è delusione, c’è amarezza. Ed è giusto che ci sia, perché significa che a questa maglia ci teniamo davvero», esordisce il presidente nel comunicato ufficiale.

Traina non si sottrae alle responsabilità, ma ribadisce la volontà di proseguire il percorso intrapreso: «Non sono qui per cercare alibi. Come Presidente mi prendo le mie responsabilità. Ma non sono qui nemmeno per mollare. Chi mi conosce sa che non è nel mio carattere e non è nel carattere di questa terra».

Il massimo dirigente richiama quindi la storia del club, fondato nel 1972, e l’attaccamento della comunità ai colori sociali: «Questo Kamarat è nato nel 1972 dalla passione della nostra gente, e la passione non conosce periodi negativi. Conosce solo uomini che la tradiscono e uomini che la difendono. Noi siamo quelli che la difendono».

Un passaggio è dedicato alla squadra, chiamata a reagire sul campo: «Ho fiducia in voi. Vi ho scelti io, uno per uno. So quanto valete. Ora è il momento di dimostrarlo, non per me, ma per voi stessi e per il nome che portate dietro la schiena».

Poi l’appello ai sostenitori, invitati a stringersi attorno alla formazione nel momento più delicato: «Non lasciateci soli adesso. Proprio adesso abbiamo ancor più bisogno di voi. Riempiamo lo stadio, facciamo sentire il nostro calore, il nostro orgoglio muntanaro. Il rumore di Cammarata deve far paura a chi viene qui».

La lettera si chiude con un messaggio di rilancio e con la richiesta di ritrovare compattezza: «Il nostro campionato non finisce oggi. Ricomincia oggi. Rimbocchiamoci le maniche e riprendiamoci, con il lavoro e con l’umiltà, quello che è nostro».

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