L’ultimo giro di Orazio Russo: il Massimino si ferma per il suo dirigente

Una foto gigantesca all’ingresso della camera ardente. Orazio Russo in maglia rossazzurra, esultante dopo un gol. Un’immagine che colpisce allo stomaco. Davanti, una fila composta che dalle 13 alle 22 ha attraversato la tribuna A del Massimino per rendere omaggio a uno dei simboli più amati del Catania. Al centro, il feretro coperto dalla sua maglia. Accanto, quella dell’Acireale. Attorno, il mondo del calcio.

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Come racconta La Sicilia, è stato un pellegrinaggio silenzioso e continuo. Nessuno scatta foto, nessuno alza la voce. Solo ricordi, occhi lucidi, strette di mano. Il Massimino si è trasformato in un luogo di raccoglimento, un abbraccio collettivo che ha unito tifosi della Nord, della Sud, della Vecchia Guardia e di ogni settore.

Tra i primi ad arrivare, Vincenzo Montella, attuale ct della Turchia. Tre ore di viaggio per trenta minuti accanto all’amico. «Orazio era un cuore grande, non potevo non arrivare fino a casa sua per salutarlo», ha detto prima di ripartire verso l’aeroporto. Parole spezzate dall’emozione: «Generoso, amico vero al di là dei ruoli. Nel calcio incontri migliaia di persone, poi c’è chi rimane nel cuore indiscutibilmente». Un tributo che, sottolinea La Sicilia, racconta il legame umano prima ancora che sportivo.

In fila come un tifoso qualunque anche Beppe Baronchelli, capitano della promozione in Serie B ai tempi della gestione Gaucci: «Rivedo lo stadio dopo vent’anni. Avrei preferito tornare per una partita. Ma Orazio è rimasto un amico vero». Due ore dentro la struttura, poi la ripartenza.

In serata è arrivato anche Daniele Faggiano, oggi ds della Salernitana ed ex rossazzurro: «Giusto salutarlo con un bacio, con un inchino». Una presenza veloce ma intensa. «Nemici mai», scrive La Sicilia, a testimonianza di un rispetto che va oltre le rivalità.

La camera ardente è stata un libro di ricordi aperto. Marco Biagianti, Giovanni Marchese, Izco, i D’Amico, Pippo Bonanno, Marcello Pitino, Nunzio Papale, i fratelli Femiano, Piero e Giuseppe Dispinzieri, Condorelli, Nino Leonardi, l’ex presidente Pulvirenti, Pietro Lo Monaco. E ancora il ricordo dell’ex ds Franco Mazza arrivato in redazione. Un elenco lungo, impossibile da chiudere.

Nel pomeriggio la visita del presidente della Lnd Sicilia, Sandro Morgana, con Luca Di Gregorio: «Una persona perbene, un dirigente che trasmetteva valori», ha sottolineato. Prima ancora, i ragazzi dei club giovanili della provincia avevano deposto corone di fiori azzurre e rosse. All’ingresso dello stadio, un’altra immagine: Russo dirigente, in divisa, con lo scudetto rossazzurro per cui ha speso una vita.

Oggi alle 15.30 i funerali al Duomo. Alle 13.30 il feretro sosterà al Massimino per un ultimo giro di campo. Il più doloroso. L’ultima corsa, senza esultanze. Con una rabbia che, come scrive La Sicilia, non passerà in una notte.

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