Siracusa
 
 
 

Siracusa: le pagelle “ignoranti” di Pippo Tiscione


Il fantasista aretuseo fa le valutazioni dei propri compagni.

Siracusa: le pagelle “ignoranti” di Pippo Tiscione

La stagione si è chiusa in maniera positiva per il Siracusa con il mantenimento della categoria e abbiamo deciso di realizzare un articolo goliardico, leggero, con protagonista Pippo Tiscione. Il fantasista azzurro ha ironicamente fatto le pagelle “ignoranti” (nell’accezione moderna e gergale del termine) dei propri compagni. Queste le sue parole a Goalsicilia.it.

Pippo, partiamo da una domanda seria: c’è possibilità che l’anno prossimo resti qui?

“Eh, me lo auguro. Sono in scadenza a giugno ma qui sto divinamente e mi auguro con tutto il cuore di rimanere. Magari fare come Lele Catania, stare quattro/cinque anni prima di smettere (ride, ndr)”.

Iniziamo con le pagelle “ignoranti”, ovviamente partiamo dalla porta: Crispino...

“Portiere di altra categoria. Dico questo non per la parate in partita, ma credimi che vedendolo allenare pensi ‘Questo in C che ci fa?’. Professionista e ragazzo seria. Poi Dino potrebbe perdere qualche chiletto, è stato un po’ il nostro Gabibbo (ride di gusto, ndr)”.

Daffara...

“Dire che è anche lui un professionista serissimo è riduttivo. Bel giocatore e anche umanamente è spettacolare. Ha l’unico difetto che è del Nord (ride, ndr)”.

Capitan Turati...

“Ci siamo sfidati tante volte da avversari, erano guerre calcistiche. Lo dribblavo e gli facevo le sterzate e lui mi minacciava, in senso buono e calcistico, di darmi pedate (ride, ndr). È stato bello averlo come compagno, grande persona e grandissimo capitano”.

Bertolo...

“Cresta e tatuaggi dicono tutto... Ho giocato con lui tre stagioni fa a Fondi, è un difensore di categoria e si è visto col passare delle domeniche. Certo è catanese... (ride, ndr)”.

Bruno...

“Bravissimo ragazzo, giocatore fortissimo ed è bresciano Doc. Classe 1996 ma pare di 10 anni più vecchio per come gioca, può essere insuperabile. Inoltre è il finto lento (ride, ndr)”.

Ott Vale...

“Secco: ignoranza pura al 100%, ma ragazzo d’oro massiccio. Buonissimo giocatore. Io lo chiamavo il ‘protettore’, non parlava molto ma per qualsiasi compagno si buttava in mezzo senza guardare a niente e nessuno”.

Palermo...

“Sono palermitano, lui catanese, ma credimi che siamo due fratelli. Ci siamo trovati subito come se ci conoscessimo da una vita. È nel mio cuore, ragazzo d’oro e giocatore di altissimo livello. Ti dirò, futuro capitano”.

Giovanni Fricano...

“Pur essendo anche lui palermitano ci conoscevamo solo di vista. Onestamente mi ha sorpreso, si è adattato in un ruolo non suo perché non è un centrocampista, ma è stato eccezionale. Come dice il mister è stato il cuore della squadra”.

Parisi...

“Lo conoscevo bene da avversario, avevo sempre difficoltà a saltarlo. È un ragazzo buono come il pane e molto umile. Calcisticamente fortissimo, ti dico schiettamente che spero di non vederlo più in C”.

Russini...

“Anche con lui ho un grandissimo rapporto, ma è un bastardo perché ad un certo punto mi ha fregato il posto (ride di gusto, ndr). Onestamente in quel momento meritava di giocare e lo ha dimostrato”.

Lele Catania...

“Un vecchio che non invecchia mai (ride, ndr). Qualche anno fa avevamo già giocato insieme e adesso abbiamo condiviso questo piccolo miracolo... Spero di continuare a giocare con lui, ripeto non invecchia mai, fa impressione”.

Vazquez...

“Sono sincero, quando sono arrivato a dicembre non mi ha impressionato. Anzi, pensavo che aveva sofferto assai il salto dalla D alla C. Mi ha smentito clamorosamente e sono strafelice perché ti giuro, è un ragazzo spettacolare. Io lo definisco un animale buono, perché nonostante la bontà, in campo è un mostro. Ho giocato in B, lui ci potrebbe stare tranquillamente perché attaccanti che calciano come così ce ne sono davvero pochissimi”.

Talamo...

“Un personaggione. Anche lui ragazzo spettacolare e bravo giocatore, ma quando è arrivato aveva qualche chiletto di troppo. C’era lo sfottò in spogliatoio, e anche lui ironizzava su questo, di fatto era il nostro orsacchiotto (ride, ndr)”.

D’Alessandro...

“All’inizio era il classico professionista serio, sempre sul pezzo, concentrato. Poi si è adattato al gruppo e lo sfottevamo dicendogli ‘Hai mollato’ e lui ci rimaneva (ride, ndr). Riccardo è uno spettacolo, il nostro pupillo”.

Boncaldo...

“È un ’99 che ha giocato poco ma credimi che mi ha impressionato. Sono qua da dicembre, non ha mai saltato mezzo allenamento, pur sapendo di non giocare si allenava sempre a 2000, è difficile trovare 20enni così. Secondo me ha qualità molto importanti, ne sentiremo parlare”.

Di Sabatino...

“Gioco con lui da tre anni di fila, siamo fratelli anche extra-campo. Sono sincero, il primo anno non ci avrei puntato, ma sta crescendo in modo esponenziale mese dopo mese ed è davvero forte. Secondo me è anche pronto per il salto di qualità, per intenderci è un Rugani. Centrale elegante, duro ma pulito negli interventi”.

Mister Raciti...

“Ha vissuto una stagione particolare. Prima era il vice, poi via, poi è tornato in una confusione allucinante. È stato fantastico a mettere ordine, unire sempre più il gruppo. Questo è stato un punto di forza della nostra stagione”.

Per chiudere...

“Torno serio e voglio dire un grazie a tutti. In particolare alla società che secondo me è stata brava. Probabilmente all’inizio non avevano capito la categoria, non era facile aggiustare tutto in corsa e ci sono riusciti. Devo un grazie anche ad Antonello (Laneri, ndr) perché mi ha portato qui a dicembre, mi conosceva bene e sapeva cosa potevo dare”.

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Dario Li Vigni

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