Trapani, Antonini all’attacco: «Il provinciale? Ci chiedono 1,1 milioni. Il Trapani non giocherà più in città»

Durissimo affondo del presidente del Trapani Valerio Antonini contro il Libero Consorzio Provinciale al termine dell’incontro andato in scena questa mattina sul futuro utilizzo dello stadio Provinciale. In una lunga diretta social, il patron granata ha annunciato la rottura totale con l’ente proprietario dell’impianto, accusandolo di aver modificato le richieste economiche e annunciando l’intenzione di procedere per vie legali.

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Secondo Antonini, durante il confronto tra i rappresentanti del Trapani e il Libero Consorzio sarebbe emersa una nuova richiesta economica pari a circa 1,1 milioni di euro, cifra che il presidente granata considera ingiustificata e nettamente superiore rispetto ai circa 580 mila euro contestati nei mesi scorsi.

Il numero uno del club ha parlato apertamente di una situazione che, a suo dire, renderebbe impossibile proseguire il rapporto con l’ente proprietario dello stadio. Antonini ha inoltre annunciato di aver dato mandato ai propri legali di presentare una denuncia alla Procura della Repubblica per presunti comportamenti ritenuti lesivi degli interessi della società.

Nel corso della diretta, il presidente del Trapani ha sostenuto che il Libero Consorzio avrebbe chiesto il ritiro di alcuni atti depositati nell’ambito del contenzioso in corso relativo alle opere effettuate presso l’impianto sportivo. Una circostanza che il patron granata considera particolarmente grave e che intende portare all’attenzione delle autorità competenti.

Antonini ha quindi puntato il dito contro il presidente del Libero Consorzio Salvatore Quinci, ritenendolo responsabile della mancata intesa tra le parti e delle conseguenze che potrebbero derivarne sul futuro della società.

Le dichiarazioni più pesanti riguardano però il destino del Trapani. Il presidente granata ha infatti affermato che, alle attuali condizioni, la squadra non giocherà più le proprie partite casalinghe al Provinciale e potrebbe addirittura trasferire la propria attività in un’altra città. Antonini ha spiegato di aver già ricevuto disponibilità da tre diverse realtà interessate ad ospitare il club nella prossima stagione.

Il patron ha inoltre ribadito la volontà di portare avanti tutte le azioni giudiziarie ritenute necessarie per tutelare la società, annunciando anche la pubblicazione della documentazione relativa ai rapporti intercorsi con il Libero Consorzio.

La vicenda apre ora uno scenario estremamente delicato per il futuro del calcio trapanese. Da una parte la posizione del club guidato da Antonini, dall’altra quella del Libero Consorzio, chiamato eventualmente a replicare alle accuse formulate dal presidente granata.

Le prossime ore potrebbero risultare decisive per comprendere se esistano ancora margini per una ricomposizione della frattura oppure se il confronto sia destinato a proseguire nelle sedi legali.

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