Messina, Davis replica a Basile: «La sua ricostruzione non è corretta. Pronti a sederci al tavolo, carte alla mano»

Prosegue il confronto tra l’A.C.R. Messina 1900 e l’amministrazione comunale sulla gestione degli impianti sportivi e, in particolare, sul futuro utilizzo dello stadio Celeste. Dopo le dichiarazioni del sindaco Federico Basile, arriva la risposta ufficiale del presidente giallorosso Justin Davis.

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Il numero uno del Messina contesta la ricostruzione fornita dal primo cittadino e, attraverso un comunicato ufficiale, chiarisce la posizione della società.

«Signor Sindaco, la ricostruzione che ha fornito alla città non è corretta. La invito a rileggere con attenzione le note che le abbiamo inviato, perché il loro contenuto è diverso da come è stato raccontato».

Davis entra quindi nel merito delle richieste avanzate dal club, respingendo l’interpretazione secondo cui la società avrebbe modificato più volte le proprie indicazioni.

«Le richieste che ha presentato come continui cambi di idea erano richieste di nulla osta rimaste senza risposta, adempimenti imposti dalla Lega Nazionale Dilettanti, la formalizzazione di accordi presi nel suo ufficio e programmazioni che ci sono state negate. Nessuna di queste note chiedeva l’esclusiva: la nostra proposta di convenzione per il Celeste prevedeva espressamente l’apertura dell’impianto a tutte le altre società cittadine».

Davis: «Giocare al Franco Scoglio è stata una scelta obbligata»

Il presidente chiarisce anche la posizione del Messina rispetto all’utilizzo del Franco Scoglio, sottolineando come la scelta non avrebbe mai rappresentato una rinuncia al Celeste.

«Giocare al Franco Scoglio non è mai stata una rinuncia al Celeste. È stata una scelta obbligata, perché il Celeste non era ancora disponibile e non ci consentiva di programmare la stagione con le necessarie garanzie. La nostra volontà di tornarci era nota all’Amministrazione sin da fine maggio».

Per Davis, il ritorno al Celeste assume inoltre un significato che va oltre le esigenze organizzative della prima squadra.

«Del resto, il Celeste non è un impianto qualunque. È la casa storica del Messina, un pezzo della storia calcistica di questa città e della memoria di generazioni di tifosi giallorossi. Riportarci la squadra e la sua gente non è un capriccio: è restituire al Celeste la sua funzione sportiva, sociale e identitaria».

«Ora servono soluzioni concrete e risposte scritte»

Nonostante le distanze emerse tra le parti, Davis assicura di non voler alimentare ulteriormente lo scontro con l’amministrazione comunale e apre alla possibilità di un confronto immediato.

«Detto questo, non voglio alimentare una contrapposizione che non serve a nessuno. Resto aperto a risolvere i problemi, subito. Di parole, in questi mesi, ne sono state dette tante: ora servono soluzioni concrete e risposte scritte».

Il presidente ribadisce quindi la centralità che, nella sua visione, l’A.C.R. Messina deve avere per il rilancio del movimento calcistico cittadino.

«Il futuro del calcio a Messina passa dall’A.C.R. Messina. Se il Messina tornerà nella categoria che la sua storia e la sua gente meritano, tutte le altre società della città potranno solo beneficiarne: in visibilità, in attenzione, in opportunità per i ragazzi. Ma perché questo accada, tutte le componenti devono funzionare: la società, le istituzioni, gli impianti».

La conclusione è una nuova apertura al sindaco Basile e all’amministrazione comunale: «Noi la nostra parte la stiamo facendo. Siamo pronti a sederci al tavolo quando vorrà, carte alla mano».

Il confronto sugli impianti resta dunque aperto, con il presidente Davis che chiede adesso risposte formali e soluzioni concrete per arrivare a un’intesa.

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