Siracusa, orgoglio e rabbia. Laneri: “Progetto tecnico è stato compromesso in più periodi”

Rispondere sul campo, senza alibi. Come racconta La Sicilia, il Siracusa travolge 4-0 la Casertana al “De Simone”, trasformando una settimana pesantissima – tra penalizzazione e contestazione al presidente Ricci – in una prova di forza che va oltre la classifica.
Striscioni e cori fin dal primo minuto, ambiente teso, Turati squalificato e Spinelli in panchina. Eppure, sottolinea La Sicilia, la squadra azzurra gioca con lucidità e qualità, colpendo nei momenti chiave contro una Casertana arrivata in Sicilia con ambizioni da zona alta.
L’avvio è subito intenso: al 3’ doppia chance per Frisenna e Arditi, poi al 15’ replica ospite con Casarotto che alza troppo la mira. Il Siracusa costruisce con continuità e al 41’ trova il vantaggio: errore in disimpegno di Martino, Limonelli sbuca alle spalle e batte De Lucia per l’1-0 che fa esplodere lo stadio. Prima dell’intervallo, altre due occasioni per Di Paolo e Arditi.
La svolta definitiva arriva nella ripresa. Al 5’ l’arbitro concede un rigore alla Casertana per un contatto su Pezzella, ma la revisione Fvs ribalta tutto per fuorigioco. Come evidenzia La Sicilia, da quel momento il Siracusa dilaga.
Al 21’ Limonelli firma la doppietta con un destro a giro dal limite, poi al 23’ il tris porta la firma dei subentrati: assist di Sbaffo e scatto vincente di Valente sul filo del fuorigioco. Standing ovation per Limonelli al momento della sostituzione, simbolo di una prestazione totale.
Il poker arriva al 32’: Di Paolo è il più rapido sulla corta respinta di De Lucia e insacca il definitivo 4-0. Nel finale c’è spazio anche per una percussione di Iob, a conferma di un Siracusa che non smette di spingere.
Come rimarca La Sicilia, è una vittoria che pesa soprattutto sul piano emotivo. «Era importante vincere – ha dichiarato il ds Laneri nel post gara – il progetto tecnico è stato compromesso in più periodi ma non ci siamo mai snaturati. Con il macigno che abbiamo in testa continuiamo ad allenarci con grande impegno. Non molleremo mai, lo dobbiamo alla città».
Un segnale forte, dentro e fuori dal campo. Il Siracusa è vivo.
