Pulvirenti ricorda Orazio Russo: «Ho perso un fratello minore»

CATANIA – «Nessuno di noi si aspettava questa tragedia immane. Io posso dirle che ho perso un fratello minore». Le parole di Nino Pulvirenti arrivano cariche di emozione. L’ex presidente del Catania fatica a trattenere il dolore per la scomparsa di Orazio Russo, figura simbolo di un’epoca indimenticabile per i colori rossazzurri.
Fu proprio Pulvirenti a volerlo con sé ad Acireale nel 1999, dando inizio a un percorso che sarebbe poi diventato storia. Il culmine, per molti tifosi, resta quel 28 maggio 2006: l’attesa al “Massimino”, il fischio finale, la promozione in Serie A. E quell’abbraccio lungo, intenso, rimasto impresso nella memoria collettiva.
«Per me è una fotografia incancellabile – racconta Pulvirenti –. Era davvero un fratello minore e, con ruoli diversi, avevamo condiviso tutta una strada insieme. In quel momento ho voluto lui accanto. Sono gesti spontanei che fai con la persona che senti più vicina, soprattutto in attimi di grande tensione».
Il ricordo si fa ancora più personale quando Pulvirenti prova a parlare di Russo al passato. «Mi sembra incredibile doverlo fare. Orazio non è stato soltanto un grande giocatore, ma una persona educata, disponibile, sempre umile nonostante le sue qualità. Un ragazzo perbene, davvero. So che sono parole che si dicono spesso in queste circostanze, ma nel suo caso erano la pura verità».
L’ultimo contatto risale a pochi mesi fa. «Ci eravamo sentiti a dicembre, mi aveva detto che era tranquillo. Io non riesco ancora a crederci. Abbiamo perso una grande persona, non solo nel calcio».
Il pensiero finale è per la famiglia: «Mi lasci mandare un abbraccio affettuoso ai suoi cari. Orazio manca enormemente già adesso».
Un legame profondo, umano prima ancora che sportivo. E un ricordo che, come quell’abbraccio al “Massimino”, resterà per sempre nella storia del Catania.
