Messina, Abodi apre alla riqualificazione del “Franco Scoglio”: “Gli stadi devono diventare comunità energetiche”

Il futuro dello stadio “Franco Scoglio”, la possibile copertura integrale dell’impianto, il rilancio delle infrastrutture sportive cittadine e il momento delicato del calcio messinese. Sono stati questi i principali temi affrontati dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi durante la sua visita a Messina a sostegno del candidato sindaco Marcello Scurria. Nel corso dell’intervista rilasciata alla Gazzetta del Sud, il ministro ha parlato anche della mancata candidatura dell’impianto peloritano a Euro 2032, della retrocessione dell’Acr Messina in Eccellenza e delle polemiche nazionali legate al derby di Roma.
La questione che più interessa la città resta inevitabilmente quella relativa alla copertura dello stadio “Franco Scoglio”, impianto inaugurato nei primi anni Duemila ma ancora totalmente scoperto. Su questo tema Abodi ha spiegato alla Gazzetta del Sud come il governo abbia deciso di accelerare sulle procedure per la riqualificazione degli impianti sportivi attraverso la nomina di un commissario straordinario.
«Messina condivide queste aspettative con tante città del Sud», ha dichiarato il ministro alla Gazzetta del Sud, sottolineando come la priorità iniziale sia stata data agli stadi candidati per Euro 2032. In questo contesto Palermo, secondo Abodi, sarebbe attualmente in una posizione molto favorevole nella corsa agli Europei.
Il ministro ha poi chiarito che Messina non ha mai formalizzato una richiesta ufficiale per entrare nella lista degli stadi candidabili alla manifestazione continentale. «La procedura era iniziata un anno e mezzo fa dall’amministrazione comunale, ma non è arrivata nessuna richiesta di inserimento nella lista dei possibili candidabili», ha spiegato Abodi.
Nonostante ciò, il futuro del “Franco Scoglio” potrebbe comunque aprirsi a nuovi interventi di riqualificazione indipendentemente dagli Europei. La Gazzetta del Sud evidenzia infatti come il ministro abbia annunciato una seconda fase di programmazione infrastrutturale che coinvolgerà anche impianti esclusi dal dossier Euro 2032.
Secondo Abodi, uno degli aspetti centrali dovrà essere quello dell’efficientamento energetico. Il ministro ha criticato i dati relativi all’utilizzo delle risorse pubbliche sugli impianti sportivi messinesi, parlando di un livello di interventi molto inferiore rispetto alla media nazionale.
«Gli impianti sportivi di Messina hanno fatto efficientamento energetico per appena il 6%, contro una media nazionale molto più alta», ha dichiarato alla Gazzetta del Sud, evidenziando come le coperture degli stadi possano diventare strumenti utili anche per produrre energia sostenibile.
Da qui nasce l’idea di trasformare gli stadi in vere e proprie “comunità energetiche”. «Gli stadi devono essere coperti per rispetto verso i tifosi, ma anche per generare energia ben oltre il fabbisogno dell’impianto stesso», ha spiegato il ministro.
Nel corso dell’intervista c’è stato spazio anche per il delicato momento dell’Acr Messina, reduce dalla retrocessione in Eccellenza. Abodi ha ammesso la propria amarezza per la situazione sportiva vissuta dalla città, invitando però ambiente e tifoseria a trasformare la delusione in occasione di ripartenza.
«Ogni anno si può ricominciare e ciò che si perde si può riconquistare facendo tesoro dell’esperienza», ha affermato alla Gazzetta del Sud, sottolineando l’importanza della collaborazione tra amministrazione, imprese del territorio e tifosi per costruire un progetto sostenibile.
Infine, Abodi ha commentato anche la polemica nazionale legata alla programmazione del derby di Roma in concomitanza con la finale degli Internazionali d’Italia di tennis. Il ministro si è detto contrariato dalla gestione della vicenda, criticando l’incertezza sugli orari e le tensioni istituzionali nate attorno alla partita.
«Il calendario si programma con largo anticipo e tenendo conto degli eventi delle città. Non si può arrivare a discutere tutto poche ore prima della gara», ha concluso.
