Lo Monaco tra il ricordo di Protti e il futuro del Messina: «Serve ritrovare entusiasmo»

Dalla commozione per la scomparsa di Igor Protti alle riflessioni sul difficile momento del Messina. Pietro Lo Monaco, uno dei dirigenti più influenti del calcio siciliano degli ultimi decenni, ha tracciato un bilancio tra passato e presente in un’intervista ripresa dalla Gazzetta del Sud, soffermandosi sui temi che stanno segnando l’attualità del club giallorosso.
Il primo pensiero di Lo Monaco è rivolto a Igor Protti. Come racconta la Gazzetta del Sud, l’ex dirigente ha ricordato l’ex attaccante non solo per le sue qualità realizzative ma soprattutto per il suo spessore umano. «Era un calciatore straordinario, probabilmente sottovalutato rispetto al suo reale valore. Aveva un rapporto speciale con il gol, ma soprattutto era una persona eccezionale», ha spiegato.
Nel ricordo riportato dalla Gazzetta del Sud, Lo Monaco ha voluto sottolineare anche un episodio particolarmente significativo legato a Christian Argurio. «Quando era ricoverato in coma a Novara e c’erano ancora speranze, Protti e Lucarelli andarono a trovarlo. Questo racconta perfettamente chi fosse Igor. Oggi si parla molto di valori, ma spesso conta più l’apparire che l’essere. Lui era un grande uomo prima ancora che un grande calciatore».
L’attenzione si è poi spostata inevitabilmente sul Messina, società che Lo Monaco ha contribuito a riportare tra i professionisti nel 2013 e che ha successivamente ritrovato nel ruolo di consulente durante la gestione Sciotto. Secondo quanto evidenzia la Gazzetta del Sud, l’ex dirigente individua le difficoltà della piazza non soltanto nelle vicende societarie ma anche in una progressiva perdita di partecipazione da parte della città.
«Il Messina vive da anni una situazione complicata», ha spiegato Lo Monaco alla Gazzetta del Sud. «Dopo il fallimento dell’era Franza non si è più riusciti a ritrovare continuità. Quando vincemmo il campionato di Serie D e tornammo tra i professionisti, gli abbonati diminuirono invece di aumentare. Anche dopo la promozione in Seconda Divisione non si arrivò nemmeno a mille tessere. In quel momento capii che il problema era più profondo».
Per Lo Monaco, infatti, il nodo principale riguarda il rapporto tra la squadra e la città. Negli anni successivi al fallimento sarebbe mancato il necessario ricambio generazionale tra i tifosi, con un progressivo allontanamento della comunità dal club e una perdita di quel senso di appartenenza che storicamente aveva caratterizzato la piazza messinese.
L’ex dirigente ha ricordato anche l’esperienza maturata durante il primo anno di Serie C della gestione Sciotto. Come sottolinea la Gazzetta del Sud, Lo Monaco ha precisato di non aver ricoperto il ruolo di direttore generale, operando invece attraverso la società di consulenza da lui rappresentata. In quel periodo venne costruita una squadra che, grazie anche al lavoro di Christian Argurio, riuscì a valorizzare elementi oggi protagonisti in Serie B come Adorante e Russo.
«Nel girone di ritorno quella squadra ottenne risultati importanti e rappresentava una base sulla quale costruire un progetto duraturo. Successivamente si scelse invece di smantellare tutto», ha ricordato Lo Monaco.
Sul nuovo corso societario del Messina, infine, prevale la cautela. L’ex dirigente preferisce non esprimere giudizi definitivi sui nuovi protagonisti della gestione. «Conosco Pagniello, ma non abbastanza da poter formulare valutazioni. Posso soltanto augurare il meglio a chi oggi guida il club, perché il Messina ha bisogno soprattutto di stabilità e di ritrovare entusiasmo».
Un messaggio chiaro, quello lanciato da Lo Monaco attraverso la Gazzetta del Sud: il futuro del Messina non dipenderà soltanto dai risultati sul campo, ma dalla capacità di ricostruire un legame forte con la città e con il proprio popolo.
