Gazzetta del Sud: “Messina, mazzata da 20 punti. Giallorossi ultimi a -3, la società prepara il ricorso”

Una penalizzazione pesantissima che stravolge la classifica e mette seriamente a rischio gli obiettivi stagionali del Messina. Il Tribunale Federale Nazionale ha inflitto 20 punti di penalizzazione e un’ammenda di 1.800 euro alla società giallorossa, al termine del procedimento relativo ai tesseramenti effettuati durante la precedente gestione societaria. Una decisione che fa precipitare la formazione peloritana all’ultimo posto del campionato di Eccellenza, con -3 punti in classifica.

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Come evidenzia la Gazzetta del Sud, la sanzione arriva in seguito al deferimento proposto dalla Procura Federale lo scorso 20 agosto. La richiesta iniziale dell’accusa era stata ancora più severa, con 34 punti di penalizzazione. Il Tribunale ne ha inflitti 20, aprendo uno scenario estremamente complicato per il futuro sportivo della squadra.

Messina ultimo a -3: la Coppa diventa una strada per la Serie D

La nuova situazione di classifica cambia radicalmente le prospettive dei giallorossi. La promozione attraverso il campionato diventa un obiettivo particolarmente difficile, mentre la Coppa assume un’importanza ancora maggiore come possibile percorso verso la Serie D.

Restano naturalmente aperti gli sviluppi della vicenda giudiziaria, con la società che ha già annunciato l’intenzione di impugnare il provvedimento.

Come ricostruisce la Gazzetta del Sud, l’attuale ACR Messina, riconducibile al Racing Group, ha acquisito il compendio sportivo della precedente società attraverso una procedura del Tribunale fallimentare, subentrando successivamente sul piano federale con il riconoscimento della FIGC.

Proprio questo passaggio rappresenta uno degli elementi centrali della posizione difensiva del club, che contesta di dover rispondere di irregolarità attribuite alla gestione precedente.

Caso Alaimo, le squalifiche e il nodo dei tesseramenti

Il procedimento ha portato anche a diverse sanzioni individuali. Il portiere Andrea Sorrentino è stato fermato per 20 giornate, mentre l’attaccante Matheus Reis Daquinto, oggi alla Reggina, dovrà scontare due turni di squalifica. Due giornate anche per Alessandro Cirino e una per Moustapha Sambou.

La sanzione più lunga in termini temporali riguarda l’ex presidente Stefano Alaimo, al quale sono stati inflitti due anni di inibizione a decorrere dal primo tesseramento utile.

Secondo la ricostruzione della Gazzetta del Sud, il punto centrale della contestazione riguarda le firme apposte da Alaimo sulla documentazione relativa ai tesseramenti di alcuni calciatori, nonostante una precedente inibizione di dieci mesi.

Per la Procura Federale, quelle sottoscrizioni costituivano un requisito necessario per la validità delle pratiche. L’ipotesi accusatoria sostiene quindi che gli atti firmati da un soggetto inibito fossero nulli con effetto retroattivo e che, di conseguenza, alcuni calciatori avessero disputato incontri senza un valido titolo sportivo.

Il procedimento era stato avviato dopo due esposti: il primo presentato il 16 aprile da Sancataldese e Acireale, attraverso l’avvocato Salvatore Pirrello, e il secondo depositato il 20 aprile dalla Reggina, con la firma del professor Ferruccio Maria Sbarbaro.

Il Messina annuncia battaglia legale

La società giallorossa ha reagito duramente alla decisione, annunciando ricorso alla Corte Federale d’Appello e la volontà di tutelarsi anche davanti alla giustizia ordinaria.

«Andremo avanti fino al pieno riconoscimento del danno perpetrato a soggetti estranei agli illeciti contestati che hanno confidato nella correttezza dell’operato federale», si legge nel comunicato del club.

Il Messina ha inoltre annunciato che avanzerà una richiesta di risarcimento per i danni subiti e futuri, nei confronti dei soggetti che dovessero risultare responsabili della vicenda.

Basile: «La penalizzazione colpisce le aspettative di un’intera città»

La decisione ha provocato reazioni anche nel mondo politico e istituzionale messinese. Il sindaco Federico Basile ha espresso preoccupazione per le conseguenze sportive del provvedimento.

«La penalizzazione colpisce le aspettative di un’intera città e rischia di condizionare il percorso sportivo della squadra. Su questa vicenda sarà importante fare piena chiarezza nelle sedi competenti».

Il primo cittadino ha richiamato anche le modalità dell’acquisizione societaria e gli investimenti sostenuti dall’attuale proprietà.

«La proprietà ha rilevato il titolo sportivo attraverso una procedura giudiziaria, ratificata dagli organi federali a vario titolo coinvolti, ha investito e continua a investire risorse importanti, con l’obiettivo di restituire al Messina una prospettiva ambiziosa».

Basile ha infine annunciato che l’Amministrazione comunale valuterà tutte le iniziative possibili per sostenere le ragioni della società.

Gallo: «Aspetti opachi, serve chiarezza»

Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato nazionale di Sud chiama Nord, Francesco Gallo, che ha espresso perplessità sul dispositivo.

«Ad una prima lettura del dispositivo, questa penalizzazione di 20 punti rivela aspetti opachi che mi auguro si possano chiarire nelle successive fasi di giudizio».

Gallo ha poi assicurato il proprio sostegno al presidente Justin Davis, prospettando anche la possibilità di sollecitare un intervento del ministro dello Sport affinché venga fatta chiarezza sulla vicenda.

I consiglieri comunali e la cooperativa al fianco del club

Come riferisce ancora la Gazzetta del Sud, anche i consiglieri Nicola Maddocco e Dario Carbone hanno manifestato vicinanza alla società giallorossa.

Maddocco si è dichiarato pronto a impegnarsi personalmente per sostenere le ragioni del Messina, anche attraverso iniziative nella Capitale.

«Non possiamo fermarci davanti alle difficoltà e non possiamo permettere che il silenzio diventi rassegnazione», ha affermato.

Duro anche il commento di Carbone, esponente di Fratelli d’Italia: «Tifare Messina è un calvario ma questo provvedimento supera ogni limite».

Il consigliere ha contestato la severità della sanzione nei confronti dell’attuale società, ritenendola estranea ai fatti attribuiti alle precedenti gestioni.

Anche la Società Cooperativa ha espresso pieno sostegno al presidente Justin Davis, invitando la tifoseria a restare unita attorno alla squadra.

«Non chiediamo favori, pretendiamo giustizia per una città sportivamente umiliata negli ultimi anni da penalizzazioni continue ed eccessive».

Messina, adesso la partita si gioca anche nei tribunali

La penalizzazione cambia profondamente la stagione del Messina. Con la squadra scivolata a -3 punti, il percorso verso la promozione diretta diventa estremamente complicato e la Coppa assume un ruolo strategico.

Parallelamente, la società si prepara a una battaglia giudiziaria che potrebbe incidere sul futuro del club. L’obiettivo sarà ottenere una revisione della decisione e far valere le ragioni dell’attuale proprietà, che sostiene di aver acquisito il progetto sportivo attraverso una procedura regolarmente riconosciuta dagli organismi federali.

Il Messina si trova così davanti a una doppia sfida: recuperare terreno sul campo e cercare di ribaltare una decisione che ha provocato una forte reazione in città.

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