Enna, salta la cessione societaria. Pace si ritira, Travagin annuncia azioni legali: futuro sempre più incerto

La svolta societaria tanto attesa dall’Enna non arriverà, almeno per il momento. La trattativa per il passaggio del club da Giancarlo Travagin all’imprenditore Rosario Pace si è definitivamente arenata, lasciando la società gialloverde in una situazione di forte incertezza. Come riportato da La Sicilia, le parti hanno fornito versioni differenti sulle ragioni che hanno portato alla rottura dell’accordo.
«Ho deciso di ritirarmi perché non ci sono più le condizioni per accettare un accordo», ha dichiarato Pace, spiegando i motivi della propria scelta: «Avevo chiesto di chiudere entro venerdì con l’acquisto anche di alcuni calciatori per provare a fare un risultato positivo a Lamezia, questo non è stato possibile. Ho deciso di non proseguire comunicandolo anche al presidente Travagin».
Una decisione che ha spento le speranze dei tifosi, desiderosi di ritrovare serenità dopo tre mesi complicati. La Sicilia evidenzia come il mancato arrivo di nuovi giocatori, secondo alcune indiscrezioni sei o sette elementi in esubero dalla Vibonese, abbia rappresentato uno dei punti controversi della trattativa.
Di tutt’altro tenore la ricostruzione del presidente Travagin: «Quando si compra la prima condizione è sborsare i soldi, loro invece posticipavano e con assegni, la loro proposta non era vincolante e quindi sarebbero potuti anche andare via prima del closing, magari dopo aver caricato la società di altri calciatori e volevano pure che restassi fino al 20 dicembre».
Ma i problemi dell’Enna non si fermano alla mancata cessione. Come riferisce La Sicilia, Travagin ha annunciato la possibilità di intraprendere azioni legali per una vicenda economica che coinvolge il Comune.
«Stiamo cercando di andare avanti, non so come. Sicuramente per vie legali perché a bilancio ho 675 mila euro di credito dal Comune per dei lavori eseguiti nello stadio dalla precedente proprietà, ci sono delle fatture, mi era stato detto che le avrei recuperate con acconti annuali ma per qualcuno non mi spettano. Se non me verranno corrisposte andrò per le vie legali e si farà chiarezza», ha affermato il presidente, aggiungendo: «Quello che sta succedendo è sotto gli occhi di tutti».
A complicare ulteriormente il quadro ci sono lo sfratto da Casa Enna e l’incertezza sull’impianto che dovrà ospitare la prossima gara casalinga contro l’Igea Virtus, valida per la nona giornata di Serie D. «Sto cercando appartamenti fuori città, spero di chiudere al più presto», ha spiegato Travagin. Sullo stadio: «Ho chiesto disponibilità a Niscemi, Calascibetta e Troina e attendo risposta, anche questa è un’anomalia visto che il Comune non dà certezze sul Gaeta».
Infine, come riportato da La Sicilia, il presidente ha rivolto un pensiero alla squadra e allo staff, costretti a convivere con le difficoltà societarie: «Sono ragazzi straordinari, come le loro famiglie che stanno portando pazienza. Ho un gruppo che mi sta vicino che sta lavorando per risolvere dei problemi. Non so fino a quando ci sarà autonomia, da più di un mese ho lanciato un appello, mi trovo prigioniero in una situazione in cui non voglio stare per i motivi che altri hanno creato, ma nessuno si è concretamente fatto avanti».
