Antonini “Ora rivogliamo i punti”

TRAPANI – È Valerio Antonini a prendere la parola e a rivendicare con forza la decisione della Commissione Tributaria che ha accolto l’istanza di sospensione delle cartelle esattoriali emesse dall’Agenzia delle Entrate nei confronti del Trapani Calcio. Un provvedimento che il patron granata definisce «l’inizio di un percorso di liberazione».
«La verità ci renderà liberi e oggi questa libertà comincia a manifestarsi», ha dichiarato Antonini, sottolineando come la sospensione rappresenti un passaggio chiave non solo sul piano fiscale, ma anche su quello sportivo.
Sebbene la decisione non incida direttamente sull’esclusione della squadra di basket dal campionato, per Antonini stabilisce un principio giuridico destinato ad avere effetti anche davanti agli organi federali. L’obiettivo è chiaro: ribaltare le penalizzazioni inflitte nelle ultime stagioni.
«Penalizzazioni irregolari»
Il cuore della battaglia riguarda gli 11 punti di penalizzazione sottratti tra lo scorso anno e quello in corso. Secondo Antonini, con la sospensione delle cartelle verrebbero meno le basi su cui sono state fondate le sanzioni.
«Noi siamo stati truffati, sono una vittima di un operato fraudolento e le penalizzazioni erano irregolari. La società di basket non poteva essere esclusa sulla base di questi presupposti», ha attaccato il patron.
Nel mirino anche i vertici federali, con un affondo nei confronti del presidente della FIP Giovanni Petrucci, definito responsabile di una gestione «grave» della vicenda. La richiesta alla FIGC e alla Lega è perentoria: restituzione immediata degli 11 punti.
Scontro aperto con il sindaco
Antonini non si è fermato ai tribunali sportivi. Durissimo anche il passaggio rivolto al sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, in merito alla revoca del palazzetto alla Trapani Shark.
«Caro Tranchida, in te dormirei sonni ancora meno sereni, perché la violenza con cui hai tolto il palazzetto alla Trapani Shark sarà ancora più grave alla luce di questa situazione», ha dichiarato Antonini, paventando richieste di risarcimento milionarie nei confronti del Comune.
Secondo il patron, la revoca dell’impianto sarebbe stata «illegittima e illegale», inserita in un contesto che oggi la giustizia tributaria starebbe iniziando a chiarire.
Maggio 2026 il verdetto finale
La prossima tappa è fissata per maggio 2026, quando si terrà l’udienza di merito che dovrà stabilire in via definitiva la legittimità delle pretese fiscali.
Antonini si dice certo di una «vittoria finale totale» e ha ringraziato l’avvocato Scontrino per il lavoro svolto in un caso che definisce «unico nella storia dello sport italiano», per la contemporaneità di due crisi in due federazioni diverse sotto la stessa proprietà.
«L’obiettivo è rimettere la chiesa al centro del villaggio», ha concluso Antonini, annunciando un comunicato ufficiale congiunto tra Trapani Calcio e Trapani Shark per dettagliare la strategia legale e sportiva dei prossimi mesi.
La sfida, dunque, è appena cominciata. E promette di avere effetti ben oltre il terreno di gioco.
