Addio a Nicola Salerno, maestro del mercato e uomo di calcio: la Sicilia perde un protagonista

Si è spento ieri a Trieste, all’età di 69 anni, dopo una lunga malattia, Nicola Salerno, direttore sportivo di grande talento e personalità, stimato in Italia e all’estero. Un uomo di calcio a tutto tondo, che in Sicilia ha vissuto alcune delle tappe più significative della sua carriera professionale. A ricordarne il percorso è La Sicilia, che ne ripercorre le imprese e l’eredità lasciata nel mondo del pallone.

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Dalla Licata calcistica al Palermo, passando per Catania e soprattutto Messina, Salerno è stato protagonista di stagioni rimaste nella memoria collettiva. Proprio nella città dello Stretto è stato il regista della favola del Messina FC di Emanuele Aliotta, capace di centrare in appena due anni lo storico doppio salto dalla C2 alla Serie B. A sponsorizzarne l’arrivo fu Ciccio La Rosa, indimenticato bomber del Licata, con cui Salerno aveva condiviso anche le esperienze a Ravenna e Triestina, insieme a figure come Pippo Romano e Peppe Catalano, come ricorda La Sicilia.

A Messina firmò colpi di mercato straordinari: da Vittorio Torino a Enrico Buonocore, arrivato addirittura in C2, fino a Sasà Sullo, strappato in extremis al Catania. E ancora Alessandro Iannuzzi e Corrado Grabbi, tasselli fondamentali di un progetto tecnico ambizioso e lungimirante. Operazioni che raccontano le sue doti di scouting, una delle cifre distintive della sua carriera, sottolinea La Sicilia.

Appartenente a una notissima famiglia dell’alta borghesia lucana – il padre Franco Salerno fu senatore della Repubblica – Nicola iniziò giovanissimo nella sua Matera il percorso da dirigente sportivo. Un cammino durato oltre quarant’anni, che lo ha portato a lavorare in club prestigiosi come Cagliari, Salernitana, Leeds e Watford, costruendo una reputazione solida anche fuori dai confini nazionali, come ricostruito da La Sicilia.

La Sicilia, però, è sempre rimasta un luogo del cuore. Qui Salerno ha espresso al massimo il suo carisma e quella personalità forte che gli ha consentito di convivere – tra scontri accesi e rapide riconciliazioni – con presidenti ingombranti e vulcanici come Maurizio Zamparini e Massimo Cellino, ma anche con Luciano e Riccardo Gaucci. A Catania tornò persino ai tempi della Serie A, durante la gestione di Nino Pulvirenti e del dg Sergio Gasparin, confermandosi figura centrale e spesso decisiva.

Autentico personaggio del calcio italiano, Nicola Salerno è stato spesso al centro di intrighi di mercato, dei quali non di rado era consapevole demiurgo. Ironico, mai banale, nascondeva dietro l’aspetto sornione una bonomia e una generosità rare, soprattutto nel calcio di vertice. Qualità umane che, come sottolinea La Sicilia, lo hanno reso una figura rispettata e ricordata ben oltre i risultati sportivi.

Con la sua scomparsa, il calcio italiano perde un dirigente di spessore e la Sicilia uno dei suoi protagonisti più carismatici.

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