Siracusa, Turati scuote l’ambiente: «Non molliamo. Per la nostra gente daremo il 120%»

Vigilia carica di emozioni e tensione al “Nicola De Simone”. Marco Turati parla con lucidità ma anche con il peso di una settimana difficile sulle spalle. Il Siracusa affronta la Casertana in un momento societario delicato, segnato dal deferimento – «un arrivo aspettato da mesi» – che, pur non sorprendendo, «indubbiamente dà fastidio», soprattutto perché «non per colpe solamente nostre».
Eppure, nel mezzo delle incertezze, il tecnico azzurro trova una certezza: la tifoseria. Durante la rifinitura una cinquantina di ultras ha fatto sentire la propria vicinanza alla squadra. «Mi vengono ancora i brividi – racconta Turati –. Abbiamo trovato un’unità con il nostro pubblico che è qualcosa di straordinario». Un sostegno che diventa responsabilità: «Il nostro compito, nelle ultime nove settimane, è regalare loro una gioia, indipendentemente da come finirà la stagione».
«Una squadra commovente»
Turati difende con forza il suo gruppo: «Ho una squadra splendida, commovente. Abbiamo lavorato in condizioni non ottimali, anche con ragazzi del settore giovanile, ma lo abbiamo fatto in maniera straordinaria». Un’annata complessa che, al di là del risultato sportivo, lascia un segno umano profondo: «Mi porterò dietro un bagaglio che mi sarà utile per sempre».
Sul piano degli uomini, tutti convocati tranne Falla, ancora debilitato da un virus. Valente e Cancellieri sono rientrati in gruppo «più per volontà personale che per reale condizione». Il tecnico frena su un loro impiego dal primo minuto: «Non hanno minutaggio e correrebbero un rischio troppo grosso».
Casertana, serve intensità
La sfida contro i campani si preannuncia complicata. «È una squadra costruita per stare in alto, con tanti calciatori che hanno fatto categorie superiori», avverte Turati. La chiave, però, è tutta nell’atteggiamento: «Se vogliamo fare una gara importante dobbiamo almeno pareggiare la loro intensità e la loro grinta».
Possibili ritocchi tattici non sono esclusi, ma il problema resta uno: «Per fare una grande partita bisogna segnare. Fare gol è l’essenza e la gioia del calcio».
Quanto alle vicende extra campo, lo spogliatoio era consapevole della situazione. «Fa male vedere quei numeri in classifica, ma vi consiglio di non guardarla. Pensiamo solo a noi stessi».
Il messaggio finale è chiaro e suona come una promessa: «Da oggi all’ultima partita dobbiamo vendere cara la pelle. Sempre. E dare il 120% per far sì che la nostra gente sia fiera di noi»
