Niscemi, Bojang tra campo e campagna: «Io ce l’ho fatta, la città ce la farà»

NISCEMI – In una città ferita dalla frana e alle prese con uno dei momenti più difficili della sua storia recente, il calcio prova a fare la sua parte. E il volto della speranza ha quello di Ousman Bojang, 25 anni, gambiano, arrivato in Italia nel 2016 su un barcone e oggi punto di riferimento del Niscemi.
Come racconta La Sicilia, Bojang è stato tra gli artefici della promozione lo scorso anno con 5 gol e in questa stagione è il capocannoniere della squadra con 7 reti, due delle quali nell’ultimo 4-0. Numeri importanti per un esterno offensivo che all’occorrenza gioca anche da seconda punta o falso nove.
«Noi giochiamo per la città di Niscemi – dice Bojang, parole riportate da La Sicilia – che in questo momento è in difficoltà. Daremo tutto per questa città, andrà tutto bene con il tempo». Parole semplici, ma cariche di significato per chi ha attraversato il Mediterraneo da minorenne, lasciando in Gambia la madre e un fratello.
«La vita in Gambia non è come qua in Italia – racconta ancora Bojang a La Sicilia –. Ho lasciato il mio Paese e i miei affetti per un futuro migliore. La frana di oggi mi ricorda quel mio barcone: io ce l’ho fatta, Niscemi ce la farà».
Sbarcato a Pozzallo, poi Ragusa, Comiso e Marina di Ragusa, fino all’approdo a Niscemi due estati fa. Qui è diventato un beniamino. «Mi sono trovato bene a Niscemi, tutti mi fanno sentire a casa. L’anno scorso ho fatto 5 gol ma tanti assist. Io gioco per la squadra. Quest’anno ho iniziato a tirare di più e sono arrivato a 7 reti. Ho un sogno: diventare un calciatore importante».
La sua giornata è doppia fatica: «Il lunedì lavoro dalle 7 alle 14, dal martedì al venerdì dalle 7 alle 12 e il pomeriggio sono al campo. Lavorare in campagna non mi stanca, mi alleno e la domenica corro di più. Ho bisogno di lavorare anche per il permesso di soggiorno. Un giorno spero di fare un solo lavoro, il calciatore».
Come sottolinea La Sicilia, la storia di Bojang è quella di un ragazzo che non dimentica da dove viene e che oggi vuole restituire alla città che lo ha accolto ciò che ha ricevuto. «Oggi voglio aiutare Niscemi, che mi ha dato tanto. È una città tranquilla, mi piace stare qui e in questo momento sta vivendo una situazione difficile. È bello aiutare e io farò di tutto per Niscemi».
Dal barcone al gol. Dalla paura alla speranza. E in una città che lotta per rialzarsi, anche un pallone può diventare un segno di rinascita.
