Messina piange Igor Protti, il ricordo di Modica: «Dopo Schillaci perdo un altro amico»

Il calcio italiano e la città di Messina piangono Igor Protti, scomparso all’età di 58 anni dopo una lunga battaglia contro un tumore. Una notizia che ha scosso il mondo del pallone e in particolare la tifoseria giallorossa, che non ha mai dimenticato le tre stagioni vissute dall’attaccante romagnolo sulle rive dello Stretto.
Come racconta Repubblica, tra i più colpiti dalla scomparsa dell’ex bomber c’è Giacomo Modica, compagno di squadra di Protti nella stagione 1989-1990 con la maglia del Messina. Il tecnico mazarese ha ricordato con commozione l’amico e collega.
«Mi salutava sempre così: “Ciao Giacomì”. Con gli occhi brillanti e quel sorriso sincero che illuminava lo spogliatoio», ha raccontato Modica a Repubblica, trattenendo a fatica l’emozione nel ricordare uno dei protagonisti più amati della storia recente del club peloritano.
Protti ha lasciato un segno indelebile nel calcio italiano. Lo “Zar” è stato infatti uno dei soli due calciatori, insieme a Dario Hubner, a conquistare il titolo di capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C. A Messina arrivò nel 1989 e vi rimase fino al 1992, realizzando 35 reti in tre campionati cadetti.
«Dopo Totò Schillaci perdo un altro amico. Non era soltanto un compagno di squadra. Ha affrontato la malattia con grande dignità e coraggio. Era una persona umile, solare e un attaccante fortissimo. Per lui parlano i numeri», ha aggiunto Modica nelle dichiarazioni riportate da Repubblica.
L’ultimo ritorno di Protti a Messina risale al 27 marzo dello scorso anno, quando partecipò alle riprese del docufilm “Igor. L’eroe romantico del calcio”. Un’occasione che permise a tanti tifosi di riabbracciare uno dei simboli della squadra giallorossa.
A ricordarlo è stato anche il fotografo messinese Paolo Furrer, che ebbe modo di incontrarlo proprio in quell’occasione: «Ricordo una persona splendida, gentile e generosa. Parlammo a lungo e successivamente partecipai anche alla proiezione del documentario dedicato alla sua carriera».
Tra le testimonianze raccolte da Repubblica c’è anche quella di Nino Martorana, storico tifoso e presidente del club “Gioventù Giallorossa”, che ha ricordato l’impatto avuto da Protti al suo arrivo a Messina.
«Arrivò subito dopo la cessione di Schillaci alla Juventus. I tifosi erano scettici, perché sostituire Totò non era semplice. Ma bastarono poche partite per conquistare tutti. Segnò una doppietta all’esordio in Coppa Italia, poi andò a segno nel derby con la Reggina e diventò il nostro idolo», ha raccontato Martorana.
L’ex attaccante lasciò poi Messina per trasferirsi al Bari, ma il legame con la piazza non si spezzò mai. «Prima di andare via spiegò ai tifosi che la sua cessione era necessaria per aiutare la società ad evitare il fallimento. Partì a malincuore. Anni dopo, da giocatore del Livorno, segnò contro il Messina, si scusò con il pubblico e dopo la gara offrì persino la cena ad alcuni tifosi giallorossi», ha ricordato Martorana.
Un gesto che racconta perfettamente il rapporto speciale costruito da Protti con Messina. Un legame rimasto intatto fino all’ultimo e che oggi rende ancora più doloroso il saluto a uno dei calciatori più amati nella storia recente del club peloritano.
