Akragas
Gambino a GS.it: “Voglio vincere con l’Akragas, andrei via solo in un caso. Ricominciare? Ho una proposta per i miei colleghi...”

Gambino a GS.it: “Voglio vincere con l’Akragas, andrei via solo in un caso. Ricominciare? Ho una proposta per i miei colleghi...”


Le esclusive di Goalsicilia.it-Il capitano del Gigante.

Capitano e uomo singolo dell’Akragas, bomber di razza, è un lusso per il campionato di Eccellenza. Ci riferiamo a Giuseppe Gambino, con lui abbiamo fatto il punto della situazione, queste le sue parole a Goalsicilia.it.

Peppe, partiamo da un mini-bilancio del campionato...

“Eravamo sulla strada giusta, stavamo iniziando a correre. Dispiace essersi fermati perché la preparazione era andata molto bene e l’avevamo quasi smaltita. Aggiungo anche che noi non abbiamo giocato l’ultimo turno prima dello stop (contro Cus Palermo, ndr), vincendo quella partita saremmo stati primi”.

Sento amarezza...

“Ma sì, perché lo stop è amaro da digerire, magari vissuto da primi in classifica sarebbe stato un po’ meno fastidioso. Sperando si riprenda il prima possibile, dovremo recuperare anche questa partita. Magari tra l’altro due mesi fa ti avrei detto che era più che alla nostra portata ottenere i tre punti, dopo lo stop ovviamente può essere tutto diverso”.

A proposito di ripresa, secondo te quando?

“Secondo me dovevamo ricominciare adesso, in parallelo con la Serie D. Dilettanti sono loro, dilettanti siamo noi. Tra professionisti e dilettanti la differenza c’è, non a livello tecnico ma magari di organizzazione, contratti e così via. Se la D, monitorata, può giocare perché l’Eccellenza no?”.

Adottare il protocollo della Serie D in Eccellenza significa un ulteriore costo per i club...

“No, e ti spiego perché. Tutti noi abbiamo qualche vizio, che sia il fumo, un aperitivo, una partita a paddle e così via. Rinunciamo ad uno di questi e ci autotassiamo per fare i tamponi una volta a settimana e giocare la domenica se è tutto ok”.

Quindi di fatto è una proposta a tutti i tuoi colleghi...

“Se avessimo voce in capitolo a livello decisionale la farei concretamente. Se ci fosse la stessa convenzione che c’è in D una società dovrebbe spendere circa 1.200/1.300 euro al mese di tamponi. Se noi calciatori, magari quelli che prendono più di 200/300 euro di rimborso e a loro penserebbe la società, ci autotassassimo per fare i tamponi si andrebbe avanti, senza costi aggiuntivi per le società ma soprattutto in sicurezza. Significherebbe rinunciare a 30/40 euro al mese, ma ricominciando a vivere il nostro calcio”.

Potrebbe nascere un movimento associativo di voi calciatori di Eccellenza per sostenere i vostri diritti a livello istituzionale?

“Quando è scoppiato il caos si era un po’ parlato di fare qualcosa per smuovere un po’ le acque coinvolgendo noi calciatori di Eccellenza. Ci vorrebbe un rappresentate che magari riunisca i capitani delle squadre per unire le idee e andare a parlare in Federazione, per esempio proponendo di riprendere con questa autotassazione sui tamponi. Vedremo...”.

Sulla carta a fine gennaio si dovrebbe comunque ripartire...

“Me lo avessi chiesto pochi giorni fa ti avrei detto assolutamente sì, oggi sono più scettico perché se ne sentono tante. Sarebbe assurdo non ripartire comunque. Vado al centro commerciale e trovo centinaia di persone, giustamente perché è giusto che la gente abbia ripreso a lavorare, ma in campo saremmo 22, tra l’altro all’aperto e con i giusti controlli prima di giocare. Ribadisco, sarebbe assurdo non ripartire”.

Decidessi tu, prolungheresti il campionato fino all’estate o inseriresti tanti turni infrasettimanali?

“È un bel problema, farei una via di mezzo. Intanto da qualche parte ho sentito che qualcuno proponeva di giocare solo l’andata, questa idea è totalmente da bocciare. Tornando alla tua domanda beh, in piena estate per noi è complicato perché quasi in tutti gli impianti non si può giocare di sera e di pomeriggio fa troppo caldo. Allungherei il campionato di un mese e mezzo, quindi al massimo fino ai primi di giugno, inserendo gli infrasettimanali che servono”.

Calcisticamente che campionato ti aspetti alla ripresa?

“Stranissimo. Ci saranno squadre che partiranno molto forte ma caleranno fisicamente alla distanza e altri che riprenderanno un po’ più lentamente ma alla lunga usciranno fuori. Si riparte da zero insomma”.

Passiamo a te, siamo in pieno mercato: il tuo futuro è all’Akragas?

“Sono nella mia città, sono il capitano, la società è davvero solida e c’è un progetto importante. Dulcis in fundo voglio vincere con questa maglia, vorrei riportarla in D e un domani magari rimanere anche in società. Tra l’altro ad aprile divento papà, quindi...”.

Alcuni tuoi colleghi, visto che in D si gioca, se si presentasse l’opportunità l'accoglierebbero...

“Ecco, forse questo è l’unico motivo per cui lascerei l’Akragas. Cioè mi dovrebbero dire che il campionato non riprenderà più. Se si riparte a fine gennaio o anche febbraio non intendo muovermi da qua. Tra l’altro ‘sto mercato fa schifo...”.

In che senso?

“È stato aperto fino a fine ottobre quando già si stava giocando, ora lo sarà fino a fine febbraio. È una regola che dovrebbe sparire, il mercato si deve chiudere quando si ricomincia a giocare. Un calciatore, anche se vuole restare, può distrarsi facilmente se gli arrivano altre proposte. Vale per noi dilettanti ma secondo me anche per i Pro”.

Quindi che faresti?

“In estate c’è tanto tempo per fare mercato e prima che inizi la nuova stagione si deve chiudere. In inverno si dovrebbe fare come in Germania o nella nostra Serie B, cioè si gioca nel periodo natalizio, poi ci si ferma per le prime due o tre settimane di gennaio dove sarebbe aperto il mercato, si riparte nell’ultimo weekend a mercato chiuso”.

Dario Li Vigni
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