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Gambino a GS.it: “Spero si ritorni alla normalità, al nord tanta paura per il virus. Siciliani, rispettate le regole”

Gambino a GS.it: “Spero si ritorni alla normalità, al nord tanta paura per il virus. Siciliani, rispettate le regole”


Le esclusive di Goalsicilia.it-Il bomber palermitano

Ormai da un paio d’anni gioca lontano dalla sua Sicilia. Ha scelto di andare al nord per dare una svolta alla sua carriera, attirato anche da strutture più sviluppate e un modo diverso di fare calcio da parte delle società. Il bomber palermitano Andrea Gambino veste oggi la maglia del Sandonà (squadra di Eccellenza veneta), dove è approdato nel mese di dicembre dai lombardi dell’Ardor Lazzate. Il suo passato parla comunque di tante esperienze nell’Isola tra serie D ed Eccellenza con tante maglie diverse (l’ultima con lo Scordia). Il suo presente, invece, si concentra anche sull’emergenza CoronaVirus che sta colpendo tutta la nazione, soprattutto il nord. Queste le sue parole a Goalsicilia.it:

Ciao Andrea, innanzitutto come stai?

“Fortunatamente sto bene anche se il cuore è con la mia famiglia, c’è una preoccupazione reciproca. Loro hanno la testa a me e io penso continuamente a loro. Ormai vivo al nord da un paio di anni, mi sto trovando benissimo ma chiaramente la famiglia è il mio primo pensiero”.

Stai affrontando la quarantena da solo?

“Fortunatamente c’è la mia ragazza con me, anche lei è di Palermo. Mi ha seguito al nord quando io ho firmato col Sandonà e quindi ci facciamo compagnia a vicenda. Quassù facciamo molta attenzione alle regole, se ti beccano per strada ti fermano immediatamente per sapere dove stai andando. Sento i miei familiari più volte al giorno, fortunatamente va tutto bene. La preoccupazione c’è, ma sentire che va tutto bene mi rassicura”.

Come si reagisce a questa emergenza sanitaria?

“Questo problema ha colpito un po’ tutti. Qui la gente segue scrupolosamente le regole, nessuno esce di casa se non per un buon motivo. Io esco a fare la spesa quando serve e vedo pochissima gente in giro. E quella poca gente che c’è in giro è sempre con le mascherine e si tiene a debita distanza. C’è tanta paura. In Lombardia e in Veneto nei primi tempi tutto questo è stato devastante”.

Vuoi lanciare un appello, invece, a coloro i quali non hanno ancora compreso che le regole vanno rispettate?

“Forse molti non hanno compreso che la situazione è abbastanza grave. L’unico modo per uscirne fuori è stare a casa e rispettare le regole. Non è un gioco, c’è gente che muore giornalmente. Per salvaguardare la salute di tutti bisogna avere un po’ di coscienza”.

Campionati fermi, ma voi continuate ad allenarvi?

“Già da più di venti giorni siamo a casa e ci alleniamo seguendo il programma che ci manda il preparatore atletico ogni mattina. Cerchiamo di fare il possibile tra le mura di casa. A Sandonà ho trovato un gruppo eccezionale. Con i ragazzi ci sentiamo giornalmente sia per confrontarci sul lavoro ma anche per sapere come stiamo. Siamo un gruppo molto unito, nelle nostre chat ci sono anche tante battute e c’è sempre la speranza che questo periodo possa finire al più presto”.

Sei al Sandonà da dicembre e hai già vinto la Coppa Italia veneta. Come ti stai trovando in questa nuova esperienza?

“Sto restando al nord perché mi sto trovando bene sotto tutti i punti di vista. Nonostante si tratti di Eccellenza, sembra che si faccia quasi professionismo. La società è organizzata e presente, il nord mi sta dando solo impressioni positive. Ho alzato subito la Coppa Italia regionale, è stato bello vincere un trofeo dopo quindici giorni che ero qui. Adesso dovremmo fare le fasi nazionali ma al momento siamo fermi come tutti”.

In campionato invece siete al quinto posto. Quali sono gli obiettivi?

“Siamo a otto punti dalla prima, vorremmo inseguire il primo posto anche se non è molto facile. In ogni caso si punta al miglior piazzamento play off o a continuare la fase nazionale della Coppa Italia Dilettanti per puntare al salto di categoria. Avevo richieste anche da Lombardia e Piemonte a dicembre. Il Sandonà però è una società ambiziosa, con un passato importante e seguita da tanta gente. Ho voluto sposare questo progetto perché ho ancora tanta voglia di trovare stimoli nuovi”.

Segui sempre il calcio siciliano?

“Sì, e apro sempre il vostro giornale (ride, ndr) per conoscere i risultati. In Sicilia ho lasciato tanti amici e anche adesso sento molti di loro quasi giornalmente. Ho tanti amici nei due gironi di Eccellenza, seguo soprattutto loro”.

E a proposito di Eccellenza siciliana, come vedi i due gironi?

“Nel girone A vedo il Dattilo favorito. Il Canicattì ha un grandissimo allenatore, stimo molto mister Romano e bisogna sempre stare attentissimi alle sue squadre. Sono convinto che i biancorossi fino all’ultimo daranno del filo da torcere ai gialloverdi, che però restano favoritissimi. Nel girone B ho tanti amici al Paternò e spero che vincano il campionato. Occhio però al Sant’Agata che ha costruito una signora squadra, uno squadrone. Sarà una lotta a due fino alla fine. Ovviamente se si riprenderà a giocare”.

Anche la squadra della tua città, il Palermo, quest’anno è tra i dilettanti. Come giudichi la ripartenza dei rosanero dalla serie D?

“Seguo sempre il Palermo. Ritengo che quando le cose vanno in un certo modo, ripartire dal basso è l’opportunità migliore che si può presentare. I rosa stavano facendo un ottimo campionato e penso che potevano vincerlo a mani basse. Spero che il Palermo possa tornare ai livelli che merita, in serie A. I rosa non c’entrano niente con queste categorie”.

Infine, quali sono i tuoi obiettivi personali a breve e a lungo termine?

“Virus permettendo punto al salto di categoria con il Sandonà. Per il futuro un po’ più lontano, invece, non penso sia ancora il momento di appendere gli scarpini al chiodo. Valuterò le situazioni che mi verranno proposte perché ho ancora la stessa voglia di un ragazzino. Valuterò le proposte. Qui al nord sto bene e al momento è difficile tornare giù”.

Luca Di Noto
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