Acr Messina, sarà battaglia legale sul -20

La penalizzazione di 20 punti inflitta al Messina dal Tribunale Federale Nazionale continua a far discutere. In un’intervista rilasciata alla Gazzetta del Sud, l’avvocata Flavia Tortorella, impegnata nella difesa del club giallorosso, esprime un giudizio durissimo sulla decisione del 30 ottobre, contestando soprattutto l’attribuzione alla nuova proprietà di responsabilità legate alla precedente gestione societaria.

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«Di fronte alla pagina più buia della giustizia sportiva italiana», è il fermo disappunto manifestato dal legale, che annuncia la volontà di proseguire la battaglia nelle sedi competenti per ottenere una riduzione della sanzione o, possibilmente, il suo annullamento.

Tortorella: «La nuova proprietà non ha alcun collegamento con i fatti contestati»

Nel corso dell’intervista alla Gazzetta del Sud, l’avvocata ricostruisce la posizione dell’attuale società rispetto alle contestazioni che hanno portato alla pesantissima penalizzazione.

«I soggetti coinvolti il 30 ottobre dal procedimento del Tfn non hanno nessun tipo di collegamento con l’attuale proprietà del Messina», spiega Tortorella.

Il punto centrale della difesa riguarda il passaggio del titolo sportivo dalla precedente gestione alla nuova proprietà, avvenuto attraverso una procedura amministrata giudiziariamente.

«La società di oggi è stata chiamata a rispondere di illeciti commessi dalla precedente governance del club, da cui noi abbiamo ereditato, attraverso una procedura tra l’altro amministrata giudiziariamente, il titolo sportivo».

Secondo il legale, esisterebbe una netta separazione tra la vecchia società e quella attuale, che all’epoca dei fatti contestati non risultava nemmeno affiliata alla Figc.

«Ci siamo trovati di fronte a un’incolpazione che non abbiamo condiviso non solo per quantità, ma per qualità. Qui mancano proprio le ragioni per fondare una responsabilità disciplinare anche “da trascinamento occulto”, perché nessuno era a conoscenza di questi fatti».

Il caso firme del 2025 e le responsabilità della vecchia gestione

La vicenda trae origine dal cosiddetto caso firme, risalente al 2025 ed emerso successivamente attraverso denunce presentate da altre società, informate da una fonte anonima.

Tortorella sottolinea come la nuova proprietà non fosse a conoscenza delle problematiche al momento dell’acquisizione del ramo sportivo.

«Laddove la nuova proprietà fosse venuta a conoscenza di queste o altre problematiche, probabilmente non si sarebbe premurata di acquisire il ramo sportivo, spendere tantissime energie anche economiche, in un progetto che ancora oggi con forza si sta cercando di “trasferire” agli organi di giustizia federale».

La difesa insiste quindi sull’assenza di continuità operativa e sulla necessità di distinguere le responsabilità di chi avrebbe commesso gli illeciti da quelle di chi ha successivamente acquisito il titolo sportivo.

Messina, pronto il ricorso: «La responsabilità disciplinare è personale»

Come evidenziato dalla Gazzetta del Sud, l’obiettivo della difesa è ottenere il riconoscimento dei principi che regolano la responsabilità disciplinare.

«Puntiamo al riconoscimento dei principi di governo in materia di responsabilità disciplinare. Che è personale. Coloro che vengono chiamati a rispondere debbono avere in concreto compiuto l’illecito o rispondono per immedesimazione organica».

L’avvocata richiama anche una precedente pronuncia dello stesso Tribunale, risalente a settembre 2026, relativa agli effetti della revoca del titolo sportivo di una società entrata in liquidazione giudiziale.

Secondo Tortorella, quella decisione renderebbe ancora più difficile comprendere la successiva attribuzione di responsabilità alla nuova proprietà del Messina.

I tempi dell’appello: secondo grado entro la prima decade di dicembre

La difesa attende adesso il deposito delle motivazioni della sentenza di primo grado per formalizzare l’impugnazione.

«Entro 10 giorni dal 30 ottobre il giudice di primo grado dovrà depositare la sentenza, al seguito della quale noi avremo sette giorni di tempo per definire l’atto d’appello».

Tortorella chiarisce inoltre che entro i successivi 15 giorni dovrebbe essere fissata e celebrata l’udienza d’appello.

«Il secondo grado dovrebbe concludersi entro la prima decade di dicembre».

Qualora la Corte federale non accogliesse le ragioni del Messina, la società potrebbe rivolgersi al Collegio di Garanzia dello Sport presso il Coni. Esauriti i gradi della giustizia sportiva, resterebbe da valutare l’eventuale ricorso al giudice amministrativo.

«Così nessun imprenditore si avvicinerà più ai titoli sportivi»

Nella parte conclusiva dell’intervista alla Gazzetta del Sud, Tortorella affronta anche le possibili conseguenze della decisione sul sistema calcistico italiano.

La difesa, della quale fa parte anche l’avvocato Vizzino, intende contestare sia l’entità della sanzione sia la possibilità di attribuire a una società subentrante responsabilità relative a fatti precedenti all’acquisizione.

«Sia la “quantità” sanzionatoria di chi avrebbe commesso l’illecito rispetto ai giocatori che hanno patteggiato, ma anche di una società terza che quegli atti li ha solo ereditati, senza continuità operativa».

Il legale solleva inoltre interrogativi sul ruolo degli organismi federali che hanno validato l’iscrizione del club.

«Qualcuno dovrà spiegare a me e al collega Vizzino, che fa parte della difesa del Messina, come sia possibile che la mano destra e la mano sinistra non convergano sullo stesso esito».

Infine, il monito sui rischi che una simile interpretazione potrebbe determinare per eventuali investitori interessati a rilevare società calcistiche in difficoltà.

«Così rischiamo una paralisi dei titoli sportivi, che nessun imprenditore si avvicini più a titoli sportivi, perché ci si accollerebbe una responsabilità al buio e per sempre».

Per il Messina si apre dunque una fase decisiva sul piano giudiziario. La società punta a ribaltare una penalizzazione di 20 punti che pesa enormemente sulla stagione sportiva, sostenendo che l’attuale proprietà non debba rispondere di fatti contestati alla precedente gestione.

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