Messina, Pellegrino è una furia: «20 punti, un’ingiustizia assurda. Promozione quasi impossibile, Davis potrebbe stancarsi»

La penalizzazione di 20 punti inflitta dal Tribunale Federale Nazionale ha cambiato radicalmente la stagione del Messina, precipitato dalla vetta all’ultimo posto della classifica. A intervenire all’indomani della decisione è il direttore sportivo Maurizio Pellegrino, che affronta le conseguenze del provvedimento, il futuro del progetto giallorosso e la frattura con la tifoseria organizzata, intenzionata a disertare lo stadio Celeste nel giorno del ritorno della squadra nello storico impianto.
Pellegrino: «Una mazzata, solidarietà a Justin Davis»
Il direttore sportivo non nasconde l’amarezza per la decisione della giustizia federale.
«È una notizia pesante da digerire per tutti, lo abbiamo saputo ieri nel tardo pomeriggio ed è stata una bella mazzata».
Il primo pensiero è rivolto al presidente Justin Davis, che secondo Pellegrino sta pagando le conseguenze più pesanti della vicenda.
«Esprimo grandissima solidarietà a Justin Davis, è lui il più danneggiato da questa vicenda, personalmente e professionalmente».
Il dirigente contesta apertamente il provvedimento, ritenendolo ingiusto nei confronti dell’attuale società e della città.
«Se si riflette bene, credo sia una profonda ingiustizia. Per le modalità, per una città che ha sempre risposto in maniera civile e dignitosa, per un sistema che stava ripartendo nel modo giusto. Dispiace ed è incomprensibile».
Pellegrino spiega anche perché sia stato lui a intervenire pubblicamente al posto dell’allenatore.
«Parlo io al posto del mister perché è comprensibile lo stato d’animo suo e dei ragazzi: risponderanno sul campo».
Il caso dei tesseramenti: «La sentenza non ha precedenti»
Uno dei passaggi più delicati riguarda gli aspetti giuridici della penalizzazione.
Pellegrino richiama le considerazioni dell’avvocato Luis Vizzino, legale del Messina, sottolineando le contraddizioni che, a suo giudizio, emergono dalla vicenda.
«Mi ha scritto che questa sentenza non ha precedenti. La società si è sobbarcata e ha onorato i contratti della passata gestione, tesseramenti ratificati dalla Lega che andavano bene e che oggi, a fine ottobre, vengono considerati illegittimi con una pesante penalizzazione. Sono parole che fanno riflettere».
Il direttore sportivo insiste sulla necessità di chiarire quanto accaduto, soprattutto alla luce delle verifiche e delle rassicurazioni che, secondo la ricostruzione del club, avevano accompagnato il passaggio societario.
«Trovo assurdo che tutto questo sia avvenuto all’interno di una situazione con organi che hanno controllato in modo trasparente e che avevano dato rassicurazioni».
Poi aggiunge: «È una condizione particolare, che va approfondita fino in fondo, perché qui è in gioco qualcosa di importante: una città, una passione, famiglie e professionalità».
Messina, cambiano gli obiettivi: playoff e Coppa Italia
Sul piano sportivo, Pellegrino riconosce che i 20 punti di penalizzazione hanno modificato profondamente le prospettive stagionali.
Il direttore sportivo, tuttavia, respinge l’idea di una squadra ormai senza motivazioni.
«Se qualcuno pensa che il campionato sia finito qui, è meglio che cambi subito idea. Ci sentiamo più feroci e forti, e non faremo sconti a nessuno».
La promozione diretta, inizialmente individuata come obiettivo principale, diventa adesso estremamente difficile. Per questo il Messina dovrà guardare anche ad altre possibilità.
«La bastonata dei venti punti ci toglie l’obiettivo della promozione diretta. Guardiamo ai playoff, guardiamo alla Coppa Italia».
Pellegrino non nasconde la portata del cambiamento.
«Dobbiamo essere onesti: tutto è cambiato, vincere il campionato sul campo è diventato quasi impossibile. Noi vogliamo vincerlo sul campo anche se la classifica dirà altro».
Nonostante la situazione, il dirigente assicura che il progetto sportivo non verrà abbandonato.
«Deve continuare, valuteremo se potenziarlo. Io lotterò con tutte le mie forze».
Il ritorno al Celeste e la contestazione dei tifosi
Un altro tema centrale riguarda il ritorno del Messina allo stadio Giovanni Celeste, accompagnato dalla decisione della tifoseria organizzata di non entrare nell’impianto.
Pellegrino invita l’ambiente a ritrovare compattezza, soprattutto in un momento reso ancora più difficile dalla penalizzazione.
«Quando si crea una lotta tra poveri succede questo, e non dobbiamo permettere a nessuno di farlo accadere».
Il direttore sportivo sottolinea anche la possibilità che i successivi gradi della giustizia sportiva possano modificare la situazione.
«In questo momento di difficoltà dobbiamo restare uniti: magari tra quattro mesi ci ridanno i punti, e allora ci mangiamo le mani?».
Un’eventualità evocata dal dirigente, non una certezza, che accompagna il suo appello alla tifoseria.
«Dobbiamo stringerci attorno alla società, in primis al presidente, che ha acquistato il titolo sportivo e a inizio stagione ha investito per la squadra».
Pellegrino difende Davis: «Teniamocelo stretto»
Il dirigente riconosce che le tensioni tra una parte della tifoseria e la società hanno origini precedenti all’attuale gestione.
«È frutto di gestioni, risultati e metodi che hanno portato a queste divisioni», osserva Pellegrino.
Il direttore sportivo teme però che il clima di contestazione possa avere conseguenze anche sulla continuità del progetto.
«Può succedere anche che il presidente si stanchi. La politica, gli imprenditori hanno un’alternativa? Teniamocelo stretto e facciamogli sentire la nostra vicinanza».
Parole che rappresentano un appello diretto alla città e ai sostenitori giallorossi, chiamati a confrontarsi con uno dei momenti più complicati della stagione.
Messina, la risposta dovrà arrivare dal campo
Il Messina si trova davanti a una situazione profondamente diversa rispetto a quella immaginata a inizio campionato. La penalizzazione ha cancellato il vantaggio costruito sul terreno di gioco e costringe la squadra a rivedere i propri obiettivi.
Pellegrino, però, non intende rinunciare alla competitività della formazione giallorossa. La Coppa Italia e i playoff diventano traguardi da inseguire, mentre la società continuerà a difendere le proprie ragioni nelle sedi competenti.
Il messaggio del direttore sportivo è chiaro: il Messina non considera conclusa la propria stagione. Nonostante la penalizzazione e le tensioni con una parte della tifoseria, la volontà è quella di proseguire il progetto e continuare a lottare sul campo.
