Messina, Davis rilancia le ambizioni: «Abbiamo investito per vincere. Il club deve tornare dove merita»

Il Messina guarda al futuro con ambizione, ma senza perdere di vista le difficoltà del presente. La formazione allenata da Alfio Torrisi è in testa al campionato di Eccellenza, mentre la proprietà continua a lavorare per costruire una società capace di tornare stabilmente nei palcoscenici che competono alla storia biancoscudata. A tracciare il bilancio del percorso intrapreso è il presidente Justin Davis, protagonista di una lunga intervista alla Gazzetta del Sud, nella quale affronta i temi della promozione, degli investimenti, delle infrastrutture e del settore giovanile.

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Presidente, sta vedendo il Messina che sognava in estate dopo la delusione della retrocessione?

«Sto vedendo un Messina costruttivo, con fame e identità, ed è quello che chiedevo dopo l’amarezza della retrocessione. La classifica di oggi ci fa piacere, ma non ci illude: l’Eccellenza è un campionato lungo e duro. Abbiamo investito per vincere e non lo nascondiamo, ma i campionati si vincono a maggio. Ai ragazzi e allo staff chiedo continuità, umiltà e la consapevolezza di rappresentare una città che merita ben altre categorie».

Il progetto Racing si sta sviluppando su più fronti. La città sta percependo e sostenendo gli investimenti della proprietà?

«Sento grande affetto da parte dei tifosi, e li ringrazio, perché ci hanno seguito anche nel momento più difficile. Racing City Group è una realtà internazionale e porta a Messina un modo di lavorare strutturato: prima squadra, femminile, futsal, settore giovanile, diritti tv gestiti direttamente, affiliazioni all’estero. Credo che la gente stia cogliendo la serietà del progetto. Quello che chiedo, con rispetto, è che anche il tessuto imprenditoriale e le istituzioni accompagnino questo percorso: un club di questa storia non può crescere da solo».

Tra le nuove iniziative c’è anche il 757 Club, progetto che unisce marketing territoriale e internazionalizzazione. Qual è l’obiettivo?

«È esattamente la nostra filosofia. Il Messina deve essere radicato nel suo territorio, nelle sue aziende, nella sua gente, ma con lo sguardo rivolto al mondo. Il 757 Club nasce per creare una rete di imprese e partner che si riconoscono nei valori giallorossi e che, attraverso il club, possano trovare visibilità e opportunità anche fuori dalla Sicilia, grazie alla dimensione internazionale del gruppo».

Un passaggio centrale dell’intervista concessa alla Gazzetta del Sud riguarda le strutture sportive. Davis considera la disponibilità di impianti adeguati una condizione indispensabile per sostenere la crescita del Messina, dalla prima squadra al vivaio.

Quanto sarebbe importante avere una struttura unica per tutte le attività dell’Acr? State valutando nuove soluzioni?

«È fondamentale, forse la priorità assoluta. Oggi le nostre squadre si dividono tra impianti diversi, con orari e spazi che spesso non bastano. Questo ha conseguenze concrete: abbiamo dovuto rinunciare a un campionato giovanile per mancanza di un impianto. Abbiamo presentato al Comune proposte chiare, siamo disponibili a investire sulle strutture, a partire dal “Franco Scoglio”, e a valutare la realizzazione di un centro sportivo nostro. Siamo pronti a mettere risorse, chiediamo solo di poter lavorare nelle condizioni minime che un club con approccio professionistico richiede».

Il settore giovanile è ripartito praticamente da zero. Quali sono i tempi previsti per costruire un vivaio competitivo e valorizzare nuovi talenti?

«Siamo ripartiti da zero perché la priorità era salvare il club. Oggi abbiamo una formazione provinciale, due regionali e l’attività di base, è un punto di partenza, non di arrivo. Realisticamente servono due o tre stagioni per vedere un vivaio competitivo e strutturato, e qualcuna in più per lanciare con regolarità ragazzi in prima squadra. Ma l’obiettivo è chiaro: il Messina deve tornare a produrre talenti messinesi. Le collaborazioni internazionali, come quella con il Werribee City in Australia, servono anche a far crescere i nostri tecnici e i nostri ragazzi».

L’organizzazione societaria è già completa oppure saranno necessari ulteriori inserimenti?

«Abbiamo costruito in pochi mesi una struttura solida, con persone competenti e qualificate in ogni area. Ma un club che cresce ha bisogno di crescere anche nell’organizzazione: con l’aumento delle attività e, ce lo auguriamo, con il salto di categoria, ci saranno figure da inserire, soprattutto nell’area commerciale, nel settore giovanile e nella gestione degli impianti. Lo faremo con gradualità».

Nelle dichiarazioni raccolte dalla Gazzetta del Sud, il presidente affronta anche la questione della solidità finanziaria e dell’eventuale ingresso di nuovi investitori, ribadendo che la proprietà dispone delle risorse necessarie per sostenere il progetto.

Potrebbero esserci ampliamenti della base societaria, con nuovi soggetti pronti a sostenere economicamente il Messina?

«La proprietà è solida e non ha bisogno di nuovi ingressi per sostenere il Messina. Il club ha alle spalle un gruppo strutturato, che ha dimostrato con i fatti di voler investire e di saper garantire stabilità. Questo non significa chiudersi: Racing City Group guarda sempre a nuovi mercati e a nuovi partner che possano far crescere il gruppo nel suo complesso. Chi vorrà avvicinarsi al nostro progetto dovrà condividerne i valori e portare valore aggiunto, ma la guida del Messina resta salda».

A quasi un anno dalla scelta di intervenire per salvare il club, rifarebbe quella decisione? Quanto sente ormai suoi i colori biancoscudati?

«Moltissimo. Quando abbiamo partecipato all’avviso del Tribunale, sapevamo di prendere un club ferito, con una storia enorme e un futuro quasi cancellato. In questo anno ho conosciuto la passione di questa città, ne ho visto l’orgoglio e anche la sofferenza. Sì, rifarei quella scelta. Il Messina non poteva morire e oggi sento la responsabilità di riportarlo dove merita. Lo dobbiamo ai tifosi, alla città e alla sua storia».

Dalle parole di Davis, riportate dalla Gazzetta del Sud, emerge dunque un progetto che non si limita alla riconquista della Serie D. La promozione rappresenta il primo traguardo sportivo, ma la proprietà punta a costruire un Messina più strutturato, con impianti adeguati, un settore giovanile capace di produrre talenti e una rete di collaborazioni nazionali e internazionali.

La classifica sorride alla squadra di Torrisi, ma il presidente invita a mantenere alta la concentrazione: la stagione è ancora lunga e il ritorno in Serie D dovrà essere conquistato sul campo.

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