Messina, Leonardo indica la strada: “Servono competenza, investimenti e dirigenti di categoria”

Il futuro del Messina passa dalle scelte che verranno effettuate nelle prossime settimane. Dopo la retrocessione maturata al termine di una stagione travagliata, il club giallorosso è chiamato a ripartire con decisione per evitare che una delle piazze più importanti del calcio siciliano resti impantanata nelle categorie dilettantistiche.
A tracciare un’analisi della situazione è stato Pasquale Leonardo, dirigente con una lunga esperienza maturata tra Messina, Acireale e Ragusa. Come riportato dalla Gazzetta del Sud, Leonardo ha espresso il proprio punto di vista sulle vicende che hanno caratterizzato le recenti stagioni delle due società siciliane retrocesse in Eccellenza.
Parlando del Messina, l’ex dirigente ha individuato nelle scelte operate dopo il cambio di proprietà uno dei momenti decisivi della stagione. «La squadra aveva cominciato bene, era un miracolo sportivo con il direttore sportivo Martello e mister Romano. La nuova proprietà, non conoscendo bene le dinamiche, ha commesso un errore imperdonabile, perché cambiare una macchina che va bene è stato grave e non ha rafforzato la squadra sul mercato».
Secondo quanto evidenziato dalla Gazzetta del Sud, Leonardo ritiene che la mancata continuità tecnica e gestionale abbia avuto un peso importante nel percorso che ha portato alla retrocessione. Una situazione diversa ma ugualmente complessa è stata vissuta ad Acireale, dove una serie di problematiche interne avrebbe inciso sul rendimento generale della squadra.
L’ex dirigente ha poi analizzato il campionato appena concluso, sottolineando come il girone abbia offerto un livello di competitività superiore rispetto alle precedenti stagioni. Come racconta la Gazzetta del Sud, Leonardo ha evidenziato il valore espresso da diverse realtà del torneo, soffermandosi in particolare sul rendimento di Igea Virtus e Nissa.
«L’Igea, guidata da un grande allenatore, ha disputato un’ottima stagione, penalizzata da errori burocratici che hanno inciso a livello psicologico. Squadra ben costruita e avrebbe dato filo da torcere, così come la Nissa, che ha fatto grandi investimenti e si è ben comportata».
Il focus principale resta però il futuro del Messina. Per Leonardo la società deve abbandonare ogni forma di attendismo e passare rapidamente all’azione. «Basta chiacchiere, servono i fatti. È giusto che una società sia anche un’azienda, ma in campo si deve vincere e investire su figure dirigenziali che conoscano bene categorie e ambiente. La società deve dare un segnale, nessun proclama ma concretezza, costruendo un gruppo dirigenziale forte».
Come sottolinea ancora la Gazzetta del Sud, il dirigente ritiene fondamentale accelerare i tempi della programmazione, indipendentemente dalla categoria nella quale il Messina sarà chiamato a giocare nella prossima stagione.
«Voglio pensare che la proprietà si stia già muovendo e a breve usciranno fuori le prime decisioni, anche perché non avrebbe senso perpetuare una situazione di incertezza. La Serie D o l’Eccellenza sono campionati difficili e si deve evitare il rischio di spendere senza raggiungere l’obiettivo».
Nel corso dell’intervista sono stati citati anche alcuni dei profili che potrebbero ricoprire ruoli dirigenziali nel nuovo assetto societario. Tra i nomi figurano D’Eboli, Laneri, Meli e Strianese. «Tutti preparati, conoscono bene il loro lavoro e sono abituati a fare bene. Spero per Messina che la scelta ricada su persone che conoscono categoria e ambiente».
Come evidenzia la Gazzetta del Sud, il messaggio di Leonardo è chiaro: il Messina dispone delle potenzialità necessarie per tornare rapidamente ai vertici, ma il rilancio dovrà necessariamente passare da competenza, organizzazione e scelte mirate, senza ulteriori ritardi nella programmazione.
