Eccellenza Girone A: “Ricorso Marsala, il Licata replica: «Valenti aveva titolo per giocare»”

Il girone A di Eccellenza si accende anche fuori dal campo. Il Marsala ha annunciato ricorso contro il risultato maturato al “Nino Lombardo Angotta”, dove il Licata si è imposto compiendo un passo forse decisivo verso la promozione diretta. Una mossa che sposta la sfida nelle aule della giustizia sportiva e che potrebbe incidere sugli equilibri della vetta.
Al centro della contestazione c’è la posizione del portiere gialloblù Federico Valenti. Secondo il Marsala, il calciatore non avrebbe scontato una giornata di squalifica legata alla gara tra Licata e San Vito Lo Capo, partita sospesa e non ancora omologata dal Giudice Sportivo. Il riferimento normativo è l’articolo 21, comma 4 del Codice di Giustizia Sportiva, che disciplina le squalifiche in presenza di gare non omologate.
Il club lilibetano ritiene che la sanzione dovesse essere scontata nella prima gara utile e che, dunque, l’impiego di Valenti contro il Marsala abbia inciso sulla regolarità dell’incontro.
Dal fronte licatese, però, la posizione è netta. Durante la trasmissione “Monday Night” su Lanterna TV, la società gialloblù ha ribadito la piena regolarità dell’utilizzo del portiere.
«La società si sente giustamente in una botte di ferro e crede di avere completamente ragione. I ricorsi si possono sempre presentare, ma noi ci sentiamo tranquilli per due motivi: conosciamo le regole, sono studiate, e abbiamo un direttore che su queste cose penso sia il top per la categoria e non solo».
Il club sottolinea che la posizione del giocatore è stata verificata prima della gara.
«Prima di mettere Valenti in campo è stata valutata ampiamente la posizione, sono state lette tutte le carte in merito alle squalifiche e alle gare sospese. Carte alla mano e regolamenti alla mano, Federico aveva ampiamente e totalmente titolo per poter giocare».
Nel dettaglio, il Licata contesta l’interpretazione proposta dal Marsala.
«Il Marsala si appella all’articolo 21, comma 4, che indica che un giocatore sconta la squalifica quando la gara in cui non viene utilizzato è valevole ai fini della classifica e non viene annullata dal giudice sportivo. Loro sostengono che, essendo la gara con il San Vito sospesa durante l’intervallo e non omologata, Federico dovesse scontare la squalifica contro il Marsala».
La replica gialloblù entra nel merito tecnico:
«Il risultato non omologato non riguarda la disputa della gara ma esclusivamente il risultato. Se c’è un risultato significa che la gara si è disputata. Inoltre, la partita con il San Vito si è conclusa e il giudice sportivo si prenderà il tempo necessario per decidere: il calciatore non può restare in un limbo e non poter giocare, ma può disputare tutte le partite fino a quando il giudice non si esprima».
Secondo il Licata, gli scenari possibili non inciderebbero sulla gara già giocata contro il Marsala:
«Se il giudice assegna il 3-0 a tavolino al Licata, Federico ha scontato la squalifica con il San Vito. Se decidesse che si deve giocare il secondo tempo, Federico non dovrà giocare quel secondo tempo perché era squalificato. Se invece la gara venisse annullata e si ripartisse dallo 0-0, Federico non potrà giocare la prima partita immediatamente dopo la sentenza. Quindi domenica poteva giocare e non ci sono appelli che possano cambiare questo».
La società si dice dunque «abbastanza tranquilla», richiamando anche precedenti di giurisprudenza sportiva che avrebbero già chiarito casi analoghi.
Ora la parola passa alla giustizia sportiva. Le tempistiche, in casi del genere, sono di circa due settimane per il primo grado di giudizio. Nel frattempo la classifica resta congelata sul campo, ma la corsa alla promozione diretta nel girone A di Eccellenza potrebbe conoscere un nuovo capitolo decisivo lontano dal rettangolo verde.
