Bonazzoli: “Reggina devi crederci. Igea Virtus e Athletic Palermo…”

La Reggina si prepara alla sfida di sabato sera al “Granillo” contro la Sancataldese con un solo obiettivo: tornare alla vittoria. Come evidenzia la Gazzetta del Sud, i precedenti stagionali in notturna non sorridono agli amaranto, sconfitti sotto i riflettori contro Gelbison e Nocerina. Un trend da invertire per restare agganciati alla corsa promozione.

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A parlare è un grande ex, Emiliano Bonazzoli, intervistato dalla Gazzetta del Sud. L’ex attaccante amaranto, oggi allenatore dello Shiroka in Albania, non ha mai dimenticato Reggio: «Da qualche mese mi trovo all’estero. Sto provando una nuova esperienza, anche se non ho dimenticato i miei trascorsi reggini. Ci penso sempre e chissà che un giorno non possa riabbracciare il Sant’Agata».

Un ritorno da tecnico? «Sarebbe bellissimo. Avevo dato la disponibilità ad allenarla, il club ha però seguito altre strade. Rimango tifoso amaranto e mi auguro che la Reggina riesca a salire in Lega Pro. Peccato per questa flessione».

Sul calo recente, Bonazzoli analizza: «Non saprei. Forse le energie spese per la rimonta hanno fatto perdere ai calciatori un po’ di lucidità. La flessione ci può stare. Bisognerà rimettersi in carreggiata e superare la Sancataldese. Nello sport non esistono gare dall’esito scontato e sabato ci sarà da soffrire. Con l’aiuto del pubblico si possono comunque raggiungere determinati risultati».

Secondo l’ex bomber, la rimonta è ancora possibile: «Dipenderà anche dagli scontri diretti. Dovrà superare in trasferta Igea e Athletic Palermo per rientrare nel giro promozione. Cinque punti non sono tanti e staremo a vedere cosa accadrà. Reggio merita categorie importanti, rimanere in D sarebbe deprimente. Comprendo lo stato d’animo della gente. Invito l’ambiente alla compattezza visto che le divisioni rischiano di inficiare il rendimento del gruppo».

Sulle rivali, Bonazzoli è chiaro: «Igea Virtus e Athletic Palermo sembrano quelle più attrezzate. La compagine rosanero ha una partita in meno e vincendola allungherebbe ulteriormente. Al netto della folta concorrenza, per me la Reggina ha un organico competitivo. C’è il giusto mix tra esperienza e gioventù. Conosco diversi elementi. Barillà, Ragusa e Adejo li ho avuti come compagni, proprio a Reggio. Con capitan Nino mi sento al telefono. La società è stata brava nel prendere elementi funzionali al modulo del tecnico, vedi Fofana, arrivato nel mercato invernale. Si tratta di un centrocampista a tutto tondo, il classico mediano vecchia maniera. Anche il ritorno di Giuliodori ha alzato la qualità della rosa, oltre ad avere portato una ventata di freschezza all’interno dello spogliatoio».

Impossibile non tornare allo spareggio di Bergamo contro l’Atalanta, deciso proprio da un suo gol: «Di frequente. Con l’uno a uno ci saremmo salvati ugualmente, ma è sempre meglio cautelarsi e la mia rete ci consentì di vivere i minuti finali con meno apprensione. Festeggiammo fino a tarda notte e rientrando a Reggio ci accolsero i nostri sostenitori invadendo l’aeroporto. Non era scontato conquistare la permanenza. Mister De Canio fu determinante per raggiungere l’obiettivo».

Infine, uno sguardo all’Albania: «Sì, crescono parecchi talenti e lo si è notato anche nel corso degli ultimi Europei. È una nazione che ha fame di calcio, mentre nel passato non era così. C’è un nuovo fervore, in particolare nei settori giovanili».

La Reggina, intanto, è chiamata a rispondere sul campo. Sabato non ci sono alternative.

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