Siracusa, il sindaco Italia rassicura: “Non permetteremo un epilogo spiacevole. Moderatamente fiducioso sul futuro”

Il futuro del Siracusa Calcio resta appeso a scadenze delicate, ma da Palazzo Vermexio arrivano segnali di prudente fiducia. A parlare è il sindaco Francesco Italia, intervenuto ai microfoni di FMITALIA, rispondendo in modo diretto alle preoccupazioni legate alla situazione societaria del club, tornato da poco in Serie C dopo anni di attesa.

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«Non possiamo in alcun modo consentire che ci sia un epilogo spiacevole di questo bel sogno», ha dichiarato il primo cittadino, facendo riferimento alle difficoltà finanziarie note, al deferimento già avviato e alla scadenza cruciale del 16 febbraio, che tiene in apprensione tifoseria e ambiente.

Italia ha voluto sottolineare il valore sportivo e sociale del progetto Siracusa: «Abbiamo una squadra che, grazie agli investimenti e alla capacità di chi li ha fatti, è riuscita a riportare non solo risultati sul campo, ma soprattutto migliaia di famiglie e cittadini allo stadio. Si è ritrovato il gusto e l’amore per la maglia». Un percorso che, secondo il sindaco, merita tutela e attenzione istituzionale.

Dal punto di vista dell’amministrazione comunale, l’impegno non è mancato. «Come Comune abbiamo fatto la nostra parte – ha spiegato Italia – investendo circa un milione e mezzo di euro sullo stadio». Un intervento concreto che testimonia la vicinanza dell’ente alle sorti del club, anche sul fronte infrastrutturale.

Sul tavolo restano però le criticità economiche. «Ci sono difficoltà finanziarie che non sono mai state taciute dal presidente Ricci – ha precisato il sindaco – con il quale ci siamo sentiti e incontrati più volte, anche recentemente». Un dialogo costante, che secondo Italia rappresenta un elemento positivo in una fase complessa.

Inevitabile il passaggio sulle prospettive future e su un possibile rafforzamento della compagine societaria. «Ci sono interlocuzioni in corso – ha ammesso – ma su questo non posso dire nulla. È chiaro che quando ci si incontra bisogna essere d’accordo in due: non si può entrare in una società senza che l’altra parte condivida percorso e condizioni».

Infine, una rassicurazione che suona come un messaggio diretto ai tifosi: «Nessuno, men che meno il presidente Ricci, vuole che tutto finisca in malo modo. Su questo mi ha stretto la mano. Io sono moderatamente fiducioso».

Parole che non cancellano le incertezze, ma che provano a tenere acceso un filo di speranza. Perché, come ha ricordato lo stesso sindaco, il Siracusa non è soltanto una squadra di calcio, ma un patrimonio emotivo e identitario della città.

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