Trapani, tutto fermo sul mercato

Il Trapani continua a vivere una fase di attesa in vista della stagione 2026/27. Come riporta il Giornale di Sicilia, al momento le poche certezze riguardano la sede delle gare interne e la guida tecnica, mentre la costruzione della rosa è ancora tutta da definire.

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La squadra disputerà infatti le partite casalinghe al Velodromo Borsellino di Palermo, mentre è stata confermata la permanenza in panchina di Salvatore Aronica insieme all’intero staff tecnico. Accanto all’allenatore resteranno il vice Mirko Spataro, il preparatore dei portieri Marco Mazzola e il preparatore atletico Fabio Rizzo.

Secondo il Giornale di Sicilia, resta invece ancora in sospeso la composizione dell’organico. Il direttore sportivo in pectore Pasquale Lo Giudice, che avrebbe già firmato il proprio contratto in attesa dell’ufficializzazione, è al lavoro per allestire una squadra competitiva nonostante la penalizzazione di cinque punti con cui i granata partiranno nel prossimo campionato.

L’iscrizione al torneo ha comunque ricevuto il parere favorevole della Co.Vi.So.D., chiudendo così una fase particolarmente complessa per il club dopo le vicende che, nella scorsa stagione, hanno portato a un totale di 30 punti di penalizzazione, cinque dei quali saranno scontati nel prossimo campionato.

Come sottolinea il Giornale di Sicilia, a monopolizzare l’attenzione resta soprattutto la questione legata allo stadio. In questi giorni sono infatti iniziate le operazioni di sgombero del Provinciale, passaggio che sancisce la definitiva conclusione del rapporto tra il Trapani e il Libero Consorzio Comunale, proprietario dell’impianto. Il trasferimento dell’attività sportiva a Palermo rappresenta quindi una rottura definitiva con uno stadio che ha accompagnato il club tra successi sportivi e momenti difficili.

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente Valerio Antonini, che ha espresso tutta la propria amarezza per la gestione della situazione.

«È una catastrofe anche per me. Abbiamo liberato lo stadio dopo che non è stato riconosciuto ciò che era previsto negli accordi con il Libero Consorzio, almeno per una parte, come il mobilio degli uffici e della sala stampa, degli spogliatoi e delle panchine. È un dispiacere enorme, perché lì dentro abbiamo vissuto per tre anni spendendo tutte le nostre energie», ha dichiarato.

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