“Sciacca, Garufo riparte dalla panchina: ‘Qui ho trovato una casa, voglio trasmettere la stessa passione’”

Desiderio Garufo apre un nuovo capitolo della propria carriera. Dopo oltre 300 presenze tra Serie B e Serie C, l’ex esterno classe 1987 ha deciso di iniziare il percorso da allenatore sulla panchina dell’Unitas Sciacca, la squadra con cui ha chiuso la carriera da calciatore. Come racconta La Sicilia, la scelta è maturata grazie al forte legame creato con l’ambiente neroverde e con la città.
A 39 anni, Garufo mette così da parte gli scarpini per dedicarsi alla nuova esperienza tecnica, forte di un curriculum costruito con maglie prestigiose come Trapani, Catania, Parma, Novara, Catanzaro e Reggina. La Sicilia ripercorre le tappe principali della sua carriera, iniziata nel 2008 tra Taranto e Nocerina, proseguita con la promozione in Lega Pro e culminata nella stagione in Serie B con il Trapani, prima delle esperienze con Novara, Parma e Catania.
Negli ultimi anni il ritorno in Sicilia con Canicattì, Akragas e infine Sciacca, dove ha deciso di chiudere la carriera agonistica. Nel frattempo è arrivato anche il patentino UEFA B conseguito a Coverciano, primo passo verso la nuova avventura in panchina.
«Lo scorso anno, dopo aver preso il patentino, è nata la voglia di proiettarmi subito in questo nuovo percorso. Il presidente Ignazio Rizzuto e tutta la società mi hanno manifestato immediatamente la volontà di affidarmi la squadra. Non ci ho pensato troppo: ho chiuso qui la carriera, conosco l’ambiente e la piazza. La scelta è stata più facile del previsto», ha raccontato Garufo.
Come evidenzia La Sicilia, il rapporto con Sciacca affonda le radici diversi anni fa, ben prima dell’approdo in maglia neroverde.
«Quando giocavo nella Reggina seguivo già l’Unitas attraverso il web, ai tempi della Prima Categoria e della Promozione. Lo stadio era sempre pieno e mostravo ai miei compagni quanto fosse forte la passione che c’era a Sciacca. Restavano tutti sorpresi».
Il nuovo tecnico ha poi ricordato l’affetto dimostrato dai tifosi saccensi anche quando li affrontava da avversario con Canicattì e Akragas.
«Ho sempre avuto grande stima per questa tifoseria. Anche dopo sconfitte pesanti sono rimasti sportivi e hanno applaudito. Lo scorso anno, dopo la sconfitta contro il San Giorgio Piana, sono rimasti a cantare. In uno dei momenti più difficili erano ancora lì a sostenere la squadra. Questo ti fa capire quanto amore ci sia per questi colori».
Secondo La Sicilia, sarà proprio questo spirito il punto di partenza del nuovo corso targato Garufo, chiamato a costruire una squadra che sappia rappresentare sul campo la passione e il senso di appartenenza della piazza saccense.
