Messina, Davis: «Ho rispettato ogni regola, ora ci presentano il conto»

Il Messina non ci sta. Dopo la pesante penalizzazione di 20 punti inflitta dal Tribunale Federale Nazionale, il presidente Justin Davis rompe il silenzio e annuncia battaglia in tutte le sedi della giustizia sportiva. Il massimo dirigente giallorosso contesta duramente la decisione, sostenendo di aver rispettato tutte le procedure previste per il passaggio societario e di non poter accettare che la nuova gestione paghi per responsabilità riconducibili al passato.
Un messaggio deciso, accompagnato da un appello alla città e ai tifosi, con l’obiettivo di difendere il club e ottenere una revisione della sanzione.
Messina, Davis: «Ho rispettato ogni regola, ora ci presentano il conto»
Il presidente giallorosso ripercorre le procedure seguite dalla nuova proprietà, sottolineando come ogni passaggio sia stato sottoposto ai controlli degli organismi competenti.
«Tutto validato dalla Lega. Tutto controllato e approvato dalla curatela fallimentare. Tutto trasferito e certificato dalla Federazione. Ho fatto tutto ciò che mi è stato imposto, fino all’ultima carta. Ho rispettato ogni regola. E oggi ci presentano il conto per errori che non sono nostri».
Parole che esprimono tutta l’amarezza del massimo dirigente per una decisione che, secondo la posizione della società, finirebbe per penalizzare chi ha assunto la gestione del Messina dopo le vicende della precedente proprietà.
Davis: «Che colpa hanno il Messina, i giocatori e i tifosi?»
Il presidente si sofferma soprattutto sulle conseguenze sportive della penalizzazione, rivolgendo una serie di domande alla giustizia sportiva.
«Che colpa ha il Messina? Che colpa abbiamo noi? Perché devono pagare i nostri giocatori, che sudano in campo ogni domenica? Perché devono pagare i nostri tifosi, che non hanno mai smesso di crederci?».
Davis sottolinea così il rischio che la sanzione comprometta il lavoro quotidiano della squadra e le ambizioni di una piazza che continua a sostenere i colori giallorossi.
La posizione del presidente è netta: la nuova gestione ritiene di non dover rispondere di irregolarità che, secondo quanto sostenuto dal club, sarebbero riconducibili a responsabilità precedenti.
Messina, annunciata battaglia legale: «Fino all’ultimo grado di giudizio»
Il massimo dirigente conferma la volontà di utilizzare tutti gli strumenti disponibili per contestare la decisione del Tribunale Federale Nazionale.
«Non lo accetto. Non lo accetteremo. Combatterò per questa squadra con tutte le mie forze, in ogni sede e fino all’ultimo grado di giudizio».
Una dichiarazione che anticipa la linea che la società intende seguire nelle prossime settimane.
Il Messina punta a far valere le proprie ragioni nelle sedi competenti, sostenendo che il percorso seguito per il trasferimento delle attività sportive sia stato verificato e approvato dagli organismi coinvolti.
Resta naturalmente da attendere l’esito degli eventuali ricorsi, che dovranno essere valutati dagli organi di giustizia sportiva sulla base degli atti e delle motivazioni del provvedimento.
Davis: «È una battaglia per il rispetto, la dignità e la verità»
Nel suo intervento, il presidente allarga il significato della vicenda oltre il piano strettamente sportivo.
«Questa non è solo una battaglia di calcio. È una battaglia per il rispetto, per la dignità, per la verità. È una battaglia per Messina. E Messina non si piega davanti a nessuno».
Un messaggio rivolto all’intera città, chiamata a sostenere il club in un momento particolarmente delicato.
Davis ribadisce la volontà di non arrendersi e di continuare a difendere la società, i calciatori e i sostenitori giallorossi.
Messina, l’appello del presidente alla città
Il messaggio si conclude con un invito alla mobilitazione e alla condivisione delle ragioni del club.
«Condividete questo video. Fate sentire la nostra voce. Tutti devono sapere cosa sta subendo il Messina».
La società accompagna le parole del presidente con un messaggio di unità: «Messina non si arrende. Messina combatte. Messina è unita!».
La penalizzazione di 20 punti rappresenta un ostacolo pesantissimo per il cammino sportivo dei giallorossi, ma la dirigenza ha già annunciato di voler contrastare il provvedimento attraverso ogni iniziativa consentita.
La battaglia del Messina si sposta dunque nelle sedi della giustizia sportiva, con Justin Davis determinato a difendere le ragioni della nuova proprietà e a chiedere che la squadra non venga penalizzata per responsabilità che il club ritiene estranee alla propria gestione.
