Siracusa-Trapani 1-1, derby tra polemiche e tensioni. Antonini attacca: «Giù le mani dal Trapani e dai suoi tesserati»

Il derby siciliano tra Siracusa e Trapani non finisce al triplice fischio. Dopo l’1-1 maturato allo stadio De Simone, nella nona giornata del girone I di Serie D, esplode la polemica per quanto accaduto nel finale della partita. A intervenire duramente sui social è il presidente granata Valerio Antonini, che pubblica un video per contestare le ricostruzioni circolate sugli episodi di tensione tra i calciatori.
La sfida, già particolarmente combattuta, si era accesa negli ultimi minuti. Il Siracusa, passato in vantaggio nel primo tempo con Guida, aveva sfiorato il raddoppio colpendo anche un palo nella ripresa. All’84’, però, il Trapani aveva trovato il pareggio con Jallow, a segno su un calcio di rigore assegnato per un intervento del portiere Ferilli su Sarr. Una decisione fortemente contestata dai padroni di casa, seguita da momenti di nervosismo e da una rissa dopo l’esultanza dell’attaccante granata.
Proprio sugli episodi successivi al pareggio si concentra l’intervento di Valerio Antonini, che attraverso il proprio profilo social prende posizione a difesa dei tesserati del Trapani e chiama in causa Giovanni Aronica.
«Non sopporto le bugie, soprattutto quando servono a infangare una persona perbene. Per questo pubblico il video integrale. Guardatelo bene. Giovanni Aronica colpisce la mano del giocatore del Siracusa. La mano. Nessuno schiaffo in faccia, nessuna aggressione, niente di quello che in queste ore qualcuno ha raccontato con tanta sicurezza senza aver visto un solo fotogramma».
Il presidente granata invita quindi a valutare le immagini diffuse, respingendo le accuse relative al comportamento di Aronica. Si tratta della ricostruzione fornita da Antonini, mentre resta acceso il confronto sulle responsabilità degli episodi verificatisi durante il derby.
«Chi conosce Giovanni lo sa: è capace di tutto, tranne che della violenza. E chi non lo conosce adesso ha le immagini davanti agli occhi. Non servono altre parole».
Antonini allarga poi la polemica ad altri episodi che, secondo quanto sostiene, avrebbero coinvolto alcuni tesserati del Trapani, facendo riferimento anche a quanto sarebbe accaduto nel tunnel degli spogliatoi.
«Quindi ripartiamo dai fatti, quelli veri. Le favole inventate per costruire un caso che non esiste le rispedisco al mittente, una per una. Così come il tema della porta dello spogliatoio, tutti sanno dell’aggressione subita dal nostro portiere e da Bonacorsi nel tunnel. Sicuramente lo sa la Procura che avrà annotato il tutto».
Anche queste ultime affermazioni rappresentano accuse formulate dal presidente del Trapani, sulle quali non emergono dal materiale disponibile riscontri indipendenti.
Il messaggio si chiude con un’ulteriore presa di posizione: «Non posso permettere le ricostruzioni di parte. Con le cascate male ai racconti e le favolette preferisco i video, e i video non mentono. Così come la verità dei fatti. Giù le mani dal Trapani e dai suoi tesserati».
Sul campo, intanto, il derby si è concluso sull’1-1, con il Siracusa rimasto in dieci uomini nel finale per l’espulsione di Negro. Un punto per parte al termine di una partita intensa, ma soprattutto un dopogara caratterizzato da accuse, contestazioni e prese di posizione pubbliche.
La tensione del De Simone si trasferisce così fuori dal terreno di gioco, con il presidente Antonini deciso a difendere la versione granata degli episodi e a respingere le ricostruzioni che ritiene inesatte
