Dietrofront Messina

Sette punti conquistati nelle prime tre giornate e il primo posto in classifica, condiviso con Nebros e Mazzarrone. I risultati premiano il Messina, ma attorno alla formazione biancoscudata rimane la sensazione di un progetto che debba ancora trovare una direzione ben definita, tanto sul piano organizzativo quanto su quello tecnico.
Come sottolinea Gazzetta del Sud, la società ha lavorato e investito molto con l’obiettivo di cancellare la retrocessione e conquistare immediatamente il ritorno in Serie D. Proprio per questo, adesso diventa importante individuare una linea precisa e portarla avanti senza continui cambiamenti.
Dal “Franco Scoglio” al tentativo di tornare al “Celeste”
Un esempio è rappresentato dalla questione stadio. Appena due settimane fa il Messina aveva ufficializzato il “Franco Scoglio” come proprio quartier generale, attraverso una decisione condivisa da staff tecnico, area sportiva, dirigenza e proprietà.
Successivamente è maturata la volontà di disputare al “Celeste” la partita contro la Gymnica Scordia, ma il necessario via libera istituzionale non è arrivato. Di conseguenza, la gara di domenica si giocherà alle 15.30 al “Franco Scoglio”.
Secondo Gazzetta del Sud, questo cambio di orientamento fotografa una società animata dalla volontà di fare bene, ma che deve riuscire a mantenere maggiore coerenza nelle proprie decisioni. Un aspetto considerato ancora più importante perché l’Eccellenza si sta dimostrando un campionato impegnativo e la squadra lavora con un’impostazione da professionisti: i calciatori conducono vita da atleti e devono essere messi nelle condizioni migliori per rendere.
Il Messina vince, ma il gioco può crescere
Sul campo il bilancio resta positivo. Alle tre goleade ottenute in Coppa si accompagna un avvio di campionato efficace nei risultati, anche se meno brillante sul piano della proposta di gioco.
I sette punti conquistati valgono il primato insieme a Nebros e Mazzarrone, ma l’ultima partita contro l’Athletic Gioiosa ha lasciato qualche interrogativo. Il Messina è passato subito in vantaggio con Sarao, per poi trascorrere buona parte dell’incontro a proteggere il risultato.
Non viene richiesto necessariamente un “calcio champagne”, osserva Gazzetta del Sud, ma da una formazione costruita con l’obiettivo di dominare il campionato è lecito attendersi una gestione delle partite con meno sofferenza.
Torrisi può pensare al 4-3-3
Uno degli aspetti da valutare riguarda il sistema di gioco. Il 4-2-3-1 rischia in alcune situazioni di lasciare i due centrocampisti in inferiorità numerica, soprattutto quando il trequartista tende a comportarsi maggiormente da seconda punta e non riesce a collegare con continuità centrocampo e attacco.
Per questo il 4-3-3 potrebbe trasformarsi in qualcosa di più di una semplice alternativa.
A Gioiosa, nella ripresa, Giunta ha preso il posto di Bonanno, continuando però ad agire in posizione più avanzata rispetto ai due mediani. L’andamento della gara non è cambiato sensibilmente e il Messina ha dovuto soffrire fino alle battute conclusive.
Domenica arriverà la Gymnica Scordia, formazione alla ricerca di una nuova guida tecnica dopo le dimissioni di Mimmo Provenzano.
Mercato, resta il nodo Sanchez Moar
Sul fronte disciplinare è arrivata la seconda ammonizione stagionale per Blondett, mentre hanno ricevuto il primo cartellino giallo Bonanno, Doni e Langone.
Il mercato del Messina, inoltre, potrebbe non essere ancora concluso. Come riferisce Gazzetta del Sud, questa settimana sarà importante per capire se potrà essere risolta la questione burocratica relativa al transfer del giovane portiere Ignacio Sanchez Moar.
Qualora il trasferimento non dovesse sbloccarsi, il club potrebbe orientarsi su un altro estremo difensore, probabilmente un over di categoria. Rimarrebbe comunque la linea indicata dal tecnico Alfio Torrisi, intenzionato ad affidarsi a un classe 2008 tra i pali.
Il Messina, dunque, parte da una certezza rappresentata dai risultati e dal primo posto. Il passaggio successivo sarà trovare maggiore continuità nelle scelte societarie e una fisionomia tattica capace di valorizzare una rosa costruita per puntare in alto.
