Catania, Motta: «Parteciperemo all’asta, il club vuole acquistare il logo»

Il Catania parteciperà alla procedura di vendita dello storico logo disposta dalla curatela fallimentare. A confermarlo è l’avvocato Dario Motta, legale del club rossazzurro, che nell’intervista concessa a Giovanni Finocchiaro per La Sicilia chiarisce la posizione della società e ricostruisce anche i precedenti tentativi di acquisizione del marchio.
Avvocato, girava voce di un vostro disinteresse.
«Tutt’altro. Parteciperemo all’asta e faremo di tutto per acquisire il Logo. E parlo interpretando il volere della società».
Ci saranno altri partecipanti, un competitor è già uscito allo scoperto.
«Può partecipare chiunque, si tratta di un’asta pubblica e ognuno potrà fare le proprie offerte. Non eravamo a conoscenza di altri soggetti interessati, ma ne prendiamo atto».
Si potevano accorciare i tempi per non arrivare all’asta pubblica?
«Assolutamente no, il curatore procede autonomamente a vendere i beni della società fallita osservando le modalità previste dalla Legge fallimentare, mediante procedure competitive e sulla base di stime effettuate da operatori esperti. Il Catania ha inteso stimolare la procedura inoltrando una prima manifestazione di interesse il 12 gennaio 2024».
Come ricostruisce Giovanni Finocchiaro su La Sicilia, la procedura ha quindi seguito il proprio iter sotto la gestione della curatela.
Che cosa accadde dopo quel giorno?
«La curatela ha nominato un perito di propria fiducia per effettuare una stima aggiornata del Logo. Nell’ottobre 2024, dopo il deposito della perizia, la curatela l’ha condivisa con il Club».
Quindi, a questo punto serviva una proposta irrevocabile di acquisto con annesso versamento cauzionale?
«Mi preme specificare che la Legge fallimentare non prevede formule sacramentali che disciplinino la proposizione di atti di impulso alla vendita da parte di terzi. Noi abbiamo ritenuto di presentare una proposta irrevocabile di acquisto del Logo il 20 maggio 2025, subito dopo quella pervenuta all’acquisizione di Torre del Grifo che fu inoltrata a mezzo pec il 12 maggio 2025».
Come mai, secondo lei, da qui in poi non è più accaduto nulla?
«La proposta è rimasta priva di riscontro non perché non fosse stata presentata correttamente, ma perché i curatori, evidentemente, hanno ritenuto di privilegiare la vendita del centro sportivo rimandando quella del Logo».
L’intervista di Giovanni Finocchiaro su La Sicilia affronta quindi il destino di quella prima proposta presentata dal Catania.
Quindi quella proposta venne a cadere.
«C’era un termine di 30 giorni. La proposta è caduta perché non è pervenuto alcun riscontro tempestivamente. Ritengo sia stata posta attenzione prioritaria alla cessione del centro sportivo che rappresentava un’operazione più voluminosa e complessa».
Ma nessuno fino a oggi ha raccontato questi particolari.
«Non siamo andati in conferenza stampa per puntare il dito o attribuire responsabilità. Nessun dirigente del Club lo ha mai fatto. Siamo semplicemente rimasti in attesa dei tempi della procedura. Dopo la conclusione dell’operazione Torre del Grifo abbiamo presentato una nuova proposta irrevocabile d’acquisto il 25 giugno scorso. A luglio abbiamo avuto la certezza che la proposta era stata presa in considerazione e che la curatela avrebbe proceduto a indire un’asta pubblica».
Si dice che il Catania non avrebbe ancora presentato la documentazione. Perché?
«Il Catania FC parteciperà regolarmente all’asta. Il Club deve predisporre tutti i documenti necessari alla partecipazione. Provvederemo sicuramente entro il termine del 14 ottobre fissato dal bando».
La posizione della società viene infine ribadita con chiarezza nell’intervista realizzata da Giovanni Finocchiaro per La Sicilia.
Insomma, il Catania il Logo lo vuole o no?
«Fin dalla costituzione della Società, i suoi vertici hanno sempre manifestato la volontà di acquisire il Logo non solo per custodirne la tradizione, ma anche per ricambiare l’affetto e il calore dei nostri tifosi che ci tengono tanto. Infine, il Logo possiede anche importanti potenzialità di natura commerciale».
