Comandatore non cerca alibi: «È un pareggio che per noi sa di sconfitta»

Niente alibi per il Gela dopo l’1-1 casalingo contro l’Enna. Il tecnico Fabio Comandatore non nasconde il rammarico per una partita che la formazione biancazzurra avrebbe voluto e dovuto sfruttare meglio, pur soffermandosi anche su alcuni episodi arbitrali.
Come racconta La Sicilia, Comandatore parte proprio dalla prestazione della sua squadra: «Non dobbiamo pensare all’arbitro – ha precisato Comandatore –, possiamo protestare ma le sue decisioni sono insindacabili e ha sempre il coltello dalla parte del manico. Se abbiamo pareggiato le colpe sono nostre. È chiaro, questo è un pareggio che sa di sconfitta, ma in parità numerica la portavamo a casa tranquillamente».
Il tecnico analizza poi l’andamento dell’incontro: «Il gol del primo tempo era nell’aria, in dieci contro undici abbiamo continuato a fare calcio. Penso che la prestazione sia stata positiva. Anche in nove abbiamo rischiato di vincerla e se ci fossimo riusciti nessuno avrebbe potuto dire nulla. Adesso andremo a prepararci per la trasferta a Praia e ci giocheremo la partita».
La gara lascia però conseguenze anche in vista del prossimo impegno. La Sicilia evidenzia come Comandatore non potrà contare su due elementi importanti: Andrea Ferrigno, che sarà fermato dal giudice sportivo dopo il rosso rimediato in una domenica particolarmente negativa per il Gela, e Digiesse PraiaTortora sarà quindi affrontata con un organico da valutare.
Comandatore torna quindi sulle occasioni costruite dai suoi e sul rammarico per non essere riusciti a conquistare l’intera posta in palio: «C’è grande rammarico – ha detto l’attaccante biancazzurro –, volevamo portare i tre punti a casa e abbiamo avuto le occasioni per farlo. Ma la palla non è entrata. La situazione in area allo scadere? Io il tocco l’ho sentito ed ero anche in possesso di palla, per me era rigore. Abbiamo fatto la partita sempre, anche quando eravamo in nove, andavamo in pressing alto nonostante la doppia inferiorità numerica: per raggiungere il nostro obiettivo abbiamo dato il massimo».
Il giocatore guarda comunque alla prestazione come a un’altra tappa nel percorso di crescita: «Per un gruppo giovane come il nostro una giornata così può essere motivo di crescita, a volte per migliorare servono anche le batoste. Questa partita dovevamo vincerla, adesso dai più grandi ai più giovani dobbiamo solo pedalare per voltare pagina».
Come riporta ancora La Sicilia, l’analisi si sposta quindi sull’Enna, che esce dal confronto con il primo punto del proprio percorso in campionato. Il tecnico Alfredo Cimino sottolinea però le difficoltà incontrate: «Abbiamo fatto un passo in avanti – ha spiegato mister Alfredo Cimino –. Nelle ultime tre partite siamo sempre stati equilibrati in mezzo al campo, specialmente contro il Milazzo quando non meritavamo di perdere. Il Gela, al di là della palla-gol al 93’, ha creato poco».
Cimino riconosce comunque che la sua squadra è ancora in costruzione: «Giocava in casa contro una squadra che è ancora in fase di allestimento: io posso solo dire “bravi” ai miei ragazzi, che stanno crescendo settimana dopo settimana. Riceviamo una grande iniezione di fiducia. Vero, eravamo in undici contro nove, anche se Perdicone quando è entrato si è subito fatto male. Il risultato ci dà grande fiducia in vista della partita di domenica prossima contro il Licata, con la speranza che possa arrivare qualcuno in grado di darci subito una mano, per avere un equilibrio maggiore di quello che riusciamo a tenere in questo momento. Speriamo di avere rinforzi di esperienza in tutti i reparti».
La Sicilia mette dunque in evidenza due stati d’animo differenti: il Gela lascia il campo con il rammarico di un pareggio vissuto quasi come una sconfitta, mentre l’Enna raccoglie il primo punto e prova a trasformarlo in una base dalla quale ripartire.
