Avola, la Serie D torna a casa dopo 53 anni: “Emozioni”

Ci sono ritorni che assumono un significato ben più profondo di un semplice appuntamento sportivo. Avola si prepara a riabbracciare la Serie D dopo 53 anni e l’attesa coinvolge un’intera città. Come racconta La Sicilia, domani al “Meno Di Pasquale” arriverà il Trapani per una giornata destinata a riaccendere ricordi e passioni rimasti vivi per oltre mezzo secolo.

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Lo stadio ha cambiato volto in vista dell’appuntamento: seggiolini rossoblù sistemati nella tribunetta in ferro adiacente a quella centrale e un impianto pronto ad accogliere una nuova pagina della storia calcistica cittadina. La Sicilia racconta anche il sopralluogo della sindaca Rossana Cannata, che ha mostrato con orgoglio il terreno di gioco restituito alla città.

Per molti tifosi sarà come riaprire un album di famiglia. I ricordi riportano alla stagione 1969-70, quando l’Avola conquistò per la prima volta la quarta serie. A ricordare quell’epoca è Calogero Artale, protagonista di quella squadra insieme, tra gli altri, ad Angelo Cappello e Salvino Lanteri.

«Eravamo in tanti, oggi siamo rimasti in pochi», ricorda Artale nel racconto proposto da La Sicilia, ripercorrendo anche i nomi degli avversari affrontati in quegli anni e sottolineando quanto forte sia rimasto il legame con i colori rossoblù.

Artale: «Il mio desiderio è semplice e immenso»

Il ritorno dell’Avola in Serie D assume un significato particolare proprio per Artale. Dopo una parentesi al Siracusa, l’ex calciatore scelse infatti di tornare ad Avola, rinunciando a proposte importanti per amore della propria squadra e per dedicarsi agli studi. Successivamente avrebbe intrapreso la carriera di insegnante.

«Il loro desiderio è semplice e immenso: vivere una grande stagione e festeggiare presto la prima vittoria davanti al proprio pubblico», si legge nel servizio de La Sicilia, che restituisce il clima di entusiasmo che accompagna l’avvicinamento alla partita.

Per Artale, però, il ritorno della Serie D significa soprattutto riannodare il filo tra generazioni: «Non sono salito su nessun carro, sono sempre stato un semplice tifoso». Un legame mai interrotto e che rende ancora più speciale il momento.

Domani il “Meno Di Pasquale” non rappresenterà dunque soltanto il teatro di una partita di calcio. Sarà il punto d’incontro tra passato e presente, tra chi ha vissuto quella storia e i giovani che oggi sognano di scriverne una nuova. Per Avola, dopo 53 anni, la Serie D torna finalmente a casa.

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