Modica: “Vedere il Messina in Eccellenza fa male. Spero nel ripescaggio, ma non tornerei”

Il ricordo di Igor Protti diventa l’occasione per tornare a parlare del Messina. Come racconta la Gazzetta del Sud, Giacomo Modica, presente alla proiezione del docufilm “Igor – L’eroe romantico del calcio” al cinema Lux, ha ricordato con emozione l’ex compagno di squadra, per poi soffermarsi sul momento delicato attraversato dal club giallorosso.
Modica, che fu capitano di Protti nella stagione 1989/90, ha tracciato un ritratto umano e sportivo dell’ex bomber.
«Era un ragazzo sempre con il sorriso, un professionista innamorato del lavoro. Quando si arrabbiava lo faceva soltanto in campo, poi fuori finiva tutto. Arrivò a Messina dalla Virescit, ma si vedeva subito che aveva qualità tecniche e umane fuori dal comune. Era già un capitano senza fascia, educato, rispettato da tutti e con una personalità enorme. Per arrivare ai livelli che ha raggiunto servono valori e carattere, non soltanto talento».
Il tecnico ha poi rivolto un pensiero alla battaglia affrontata da Protti contro la malattia.
«Purtroppo la malattia non guarda in faccia nessuno. Ha vissuto la vita come ha voluto e l’ultima immagine di lui che accompagna la figlia all’altare racconta tutta la sua forza».
Secondo la Gazzetta del Sud, Modica ha parlato anche della recente esperienza sulla panchina degli Hamrun Spartans, a Malta.
«È stata una bellissima esperienza di vita e di calcio. Siamo entrati nella storia del club, abbiamo giocato le coppe europee e battuto anche la Dinamo Kiev. Quando però vengono meno le condizioni per lavorare come piace a me preferisco fermarmi. Io devo emozionarmi: il calcio deve trasmettere passione, amore e gioia».
Il passaggio più significativo dell’intervista è però dedicato al Messina, società con la quale Modica ha vissuto pagine importanti sia da calciatore sia da allenatore.
Come evidenzia la Gazzetta del Sud, il tecnico ha ricordato il ritorno tra i professionisti e le difficoltà vissute nell’ultima esperienza in panchina.
«Io non sono rimasto per fare la spalla a Sciotto. Sono rimasto perché mi era stato assicurato che la società sarebbe stata ceduta e che, con le risorse promesse, avremmo costruito una squadra capace di far gioire la città. Poi mi sono accorto di essere stato utilizzato. Ho vissuto situazioni che non potevo raccontare e che ancora oggi mi fanno male».
Modica ha espresso tutta la propria amarezza per l’attuale situazione del club.
«Vedere il Messina in Eccellenza mi fa male. Una piazza così non ha senso che giochi in questa categoria. Spero davvero che arrivi il ripescaggio perché Messina merita ben altro. Ho seguito la scorsa stagione e penso che l’errore più grande sia stato quello di mandare via Pippo Romano».
Infine, alla domanda su un possibile ritorno sulla panchina giallorossa, la risposta è stata netta.
«No. Messina è stata casa mia e le voglio un bene profondo. Ho dato tutto me stesso, anche rimettendoci di tasca mia, e più volte ho presentato le dimissioni per rispetto verso tutti. È stata una delle esperienze più belle e intense della mia carriera, ma anche una delle più amare. Proprio perché amo questa città, oggi dico che non tornerei».
Le parole di Giacomo Modica raccontano il forte legame mai interrotto con il Messina, ma anche la delusione per un finale di rapporto che continua a lasciare amarezza, accompagnata dall’augurio di rivedere presto il club peloritano in categorie più consone alla sua storia.
