Fumagalli: «Messina nel mio cuore. Serve programmazione, non si può vivere alla giornata»

Il Messina continua a far parte della sua vita, anche se oggi lo osserva da lontano. Ermanno Fumagalli, intervistato dalla Gazzetta del Sud, ha commentato la difficile situazione vissuta dal club giallorosso dopo la retrocessione, lanciando un messaggio chiaro alla proprietà e all’ambiente: per ripartire servono competenza, programmazione e una visione di lungo periodo.

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Come racconta la Gazzetta del Sud, il portiere classe 1982 ha chiuso proprio a Messina la sua lunga carriera professionistica nel 2024. Un percorso speciale che lo ha visto superare le 700 presenze tra i professionisti e contribuire in maniera determinante a due salvezze consecutive del club giallorosso.

Tra i ricordi più intensi citati nell’intervista concessa alla Gazzetta del Sud spicca la storica permanenza in categoria conquistata nel maggio 2023 contro la Gelbison, con quella parata decisiva su Tumminello nei minuti finali del playout. Emozioni che si aggiungono alla soddisfazione di aver condiviso il campo con il figlio Jacopo, un momento che ha reso ancora più speciale il suo ritorno in riva allo Stretto.

Nelle dichiarazioni raccolte dalla Gazzetta del Sud, Fumagalli non nasconde il proprio dispiacere per la retrocessione: «Non riesco a immaginare il Messina in Eccellenza. Mi dispiace molto perché conosco la passione che la città ha per questi colori. Ho seguito l’ultima partita e ho sentito alcuni miei ex compagni: nessuno si sarebbe aspettato un finale del genere».

L’ex portiere giallorosso individua responsabilità diffuse nella stagione negativa del club. Secondo quanto dichiarato alla Gazzetta del Sud, il fallimento sportivo non può essere attribuito esclusivamente ai calciatori: «Quando si retrocede la responsabilità è di tutti. Gli unici che non hanno colpe sono i tifosi, perché il Messina per loro rappresenta tutto».

Fumagalli ha espresso anche alcune perplessità sulla gestione tecnica della stagione, soffermandosi in particolare sull’esonero di mister Romano. Come evidenziato dalla Gazzetta del Sud, l’ex estremo difensore ritiene che la squadra avesse compiuto un’impresa straordinaria partendo da una situazione di forte penalizzazione e che alcune scelte successive non abbiano aiutato il percorso.

Nel corso dell’intervista alla Gazzetta del Sud, Fumagalli ha parlato anche del futuro del club e dell’arrivo del Racing City Group. Pur riconoscendo l’importanza degli investitori, l’ex capitano ha sottolineato che le risorse economiche da sole non bastano per garantire risultati.

«Serve una vera programmazione, porsi obiettivi e raggiungerli gradualmente. Non si può vivere alla giornata», ha spiegato Fumagalli alla Gazzetta del Sud. «Bisogna costruire una struttura solida e circondarsi di persone competenti. I tifosi vivono per il Messina e non si può giocare con i loro sentimenti».

Infine, l’ex numero uno giallorosso ha aperto anche a un possibile ritorno in futuro con un ruolo dirigenziale. «Se il Messina mi chiamasse? Tornerei anche adesso», ha confessato alla Gazzetta del Sud. «Da calciatore mi sono sempre preso le mie responsabilità e farei lo stesso da dirigente. Questa città mi ha dato tantissimo e sento ancora di essere in debito con lei».

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