Trapani, il ds Volume fa mea culpa: «Errore grave, ma ripartiremo per vincere la Serie D»

Il Trapani prova a guardare avanti dopo una stagione segnata da errori e delusioni. A fare chiarezza sulla situazione del club granata è stato il direttore sportivo Luigi Volume, intervenuto in conferenza stampa con parole forti e cariche di responsabilità.
«Voglio porgere le mie scuse alla città e all’intera tifoseria», ha esordito Volume, riconoscendo apertamente gli sbagli commessi. «Come società riconosciamo di aver fatto un errore ad affidarci a determinate persone per curare gli aspetti tributari che in questo momento ci condannano alla retrocessione. La responsabilità è solo nostra».
Un’ammissione netta, accompagnata anche da una confessione personale: «Io stesso ho avuto paura di una possibile esclusione». Un passaggio che fotografa il clima vissuto all’interno della società negli ultimi mesi.
Nonostante il momento difficile, il dirigente granata prova a rilanciare: «Ora ripartiamo con la speranza che tutta la città di Trapani apprezzi la nostra voglia di rifarci». E sul fronte giudiziario aggiunge: «Antonini sta lavorando con degli avvocati per provare ad avere i punti che ci sono stati tolti».
Volume ha poi spiegato anche le difficoltà sul mercato: «Non cedendo nessuno abbiamo incassato zero. Chi è andato via è andato perché lo volevano, quasi tutti avevano in contratto un premio playoff o promozione». E rivela un retroscena significativo: «Uno scontro molto acceso l’ho avuto con Kirwan, sono arrivato a pregarlo in ginocchio affinché rimanesse».
Le criticità non si sono fermate qui: «Nessuno voleva venire per paura dell’esclusione, solo chi aveva voglia di rivalsa ci ha scelti». Un contesto complicato che ha limitato le possibilità operative della dirigenza.
Lo sguardo, però, è già proiettato al futuro. «La Serie D non la faremo da comparse. Il presidente ci tiene a tornare subito tra i professionisti», ha dichiarato Volume, indicando chiaramente l’obiettivo.
Infine, un cambio di filosofia per il progetto tecnico: «Saremo sostenibili ma ciò non vuol dire non essere ambiziosi. Proveremo ad avere giovani autoprodotti e non dare più tutti questi soldi ai procuratori: un calcio sostenibile che voglia anche dire scendere in campo e studiare».
Il Trapani riparte dunque da un’autocritica profonda e da una promessa: trasformare gli errori in un nuovo punto di partenza.
