Il fattore Giovanni Campanella per evitare l’abisso

Un punto che serve a poco e che, anzi, aumenta i rimpianti. La Sancataldese torna da Ragusa con uno 0-0 che lascia invariata la classifica ma rende ancora più complicata la rincorsa salvezza. Come evidenzia La Sicilia, i verdeamaranto restano appaiati al Messina al penultimo posto, scenario che oggi significherebbe spareggio per evitare la retrocessione diretta.

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Classifica corta, ma il tempo stringe

A 180 minuti dalla fine, il quadro resta estremamente ingarbugliato.

Acireale e Vibonese sono avanti di tre punti, con i calabresi che devono ancora recuperare una gara. Il Ragusa è a +5, mentre Castrum Favara (+6) ed Enna (+7) sembrano ormai fuori portata, soprattutto per la differenza reti sfavorevole della Sancataldese (-15 contro il -11 dei favaresi).

La salvezza diretta, di fatto, appare una chimera.

Obiettivo minimo: evitare il penultimo posto

In questo scenario, diventa fondamentale evitare il penultimo posto per accedere ai playout.

Ma il calendario non aiuta:

prima la Vigor Lamezia, praticamente salva, ma obbligata a chiudere i conti
poi la trasferta contro il Savoia, che potrebbe giocarsi il titolo all’ultima giornata

Due gare ad altissima difficoltà.

Messina e gli incroci favorevoli

A complicare i piani della Sancataldese c’è anche il calendario del Messina, impegnato in due derby contro squadre senza obiettivi: Igea Virtus e Milazzo.

Un dettaglio che potrebbe pesare nella corsa a evitare l’ultimo posto caldo.

Rimpianti per Ragusa

Il pareggio di Ragusa lascia più di un rimorso.

La Sancataldese ha giocato bene, costruendo diverse occasioni per vincere e riaprire completamente la corsa salvezza. Un successo avrebbe cambiato gli equilibri, ma è mancato il guizzo decisivo.

Campanella cambia volto alla squadra

Nonostante tutto, i segnali sono incoraggianti.

Con Giovanni Campanella in panchina, la squadra ha mostrato una netta inversione di tendenza:
una vittoria e un pareggio in due trasferte, contro una sola vittoria nelle precedenti quattordici gare esterne.

Numeri che raccontano di una squadra ritrovata, più solida e competitiva.

Il modulo della svolta

Il 4-3-3 ha restituito equilibrio e identità.

A Ragusa, Campanella ha confermato l’ossatura inserendo solo Mariani e Flavio Ferrigno, gestendo poi la gara con un solo cambio nel finale.

Scelte che indicano fiducia nel gruppo e una struttura tattica ormai definita.

Ultima chiamata

La Sancataldese è ancora in corsa, ma senza margine di errore.

Come sottolinea La Sicilia, serviranno punti pesanti e continuità per evitare il peggio e giocarsi tutto negli eventuali playout.

Il destino è ancora nelle mani dei verdeamaranto, ma il tempo è quasi finito.

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