Marsala, Casa denuncia: «Petardi e vandalismi nel settore ospiti. Il calcio deve unire, non dividere»


Dopo la gara contro il Licata al “Nino Lombardo Angotta”, il presidente del SSD Marsala 1912, Angelo Casa, interviene con parole ferme ma cariche di emozione. Il risultato del campo passa in secondo piano rispetto a quanto accaduto sugli spalti.

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«Volevamo regalare una festa alla città»

«Mi sento di ringraziare tutti i tifosi e le famiglie marsalesi che si sono recate allo stadio», esordisce Casa. «Tutti mi hanno detto di aver riassaporato un clima di festa che non si viveva da anni. Durante la settimana il mio obiettivo era regalare una gioia a queste fantastiche persone».

Il presidente non nasconde il rammarico per il risultato sportivo, ma guarda avanti: «Il campionato è ancora lungo e andremo a fare i playoff in maniera agonisticamente agguerrita».

«Lanci di oggetti e petardi verso la nostra gradinata»

Il tema centrale però è un altro. Casa denuncia comportamenti gravi da parte di una parte della tifoseria ospite: «Purtroppo bisogna segnalare comportamenti poco civili da parte di alcuni facinorosi tifosi licatesi, non tutti fortunatamente. C’erano anche famiglie e le ringrazio pubblicamente».

Il presidente racconta di lanci di oggetti e petardi verso la gradinata marsalese: «Nel secondo tempo sono andato fisicamente a sedermi in gradinata per fare da filtro e cercare di arginare eventuali reazioni. Per fortuna non si è fatto male nessuno, ma c’è stata paura».

Un passaggio che lo ha colpito profondamente: «Ho visto delle bambine spaventate, le ho abbracciate e mi sono emozionato. Questa è la cosa che odio di più nel calcio».

Atti vandalici nel settore ospiti

Oltre agli episodi in gradinata, il Marsala ha documentato danni strutturali: «Abbiamo trovato porte divelte, bagni distrutti, catenacci rotti, manichette degli estintori strappate. Alcuni hanno sfondato i cancelli ed sono entrati senza ticket».

Casa precisa che la società aveva seguito le indicazioni della Questura, raddoppiando il numero di steward e personale di sicurezza: «Davanti a determinate azioni è complicato intervenire senza le giuste strumentazioni. Tutto passa dalla volontà di fare o non fare certi gesti».
Dopo la gara contro il Licata al “Nino Lombardo Angotta”, il presidente del SSD Marsala 1912, Angelo Casa, interviene con parole ferme ma cariche di emozione. Il risultato del campo passa in secondo piano rispetto a quanto accaduto sugli spalti.

«Volevamo regalare una festa alla città»

«Mi sento di ringraziare tutti i tifosi e le famiglie marsalesi che si sono recate allo stadio», esordisce Casa. «Tutti mi hanno detto di aver riassaporato un clima di festa che non si viveva da anni. Durante la settimana il mio obiettivo era regalare una gioia a queste fantastiche persone».

Il presidente non nasconde il rammarico per il risultato sportivo, ma guarda avanti: «Il campionato è ancora lungo e andremo a fare i playoff in maniera agonisticamente agguerrita».

«Lanci di oggetti e petardi verso la nostra gradinata»

Il tema centrale però è un altro. Casa denuncia comportamenti gravi da parte di una parte della tifoseria ospite: «Purtroppo bisogna segnalare comportamenti poco civili da parte di alcuni facinorosi tifosi licatesi, non tutti fortunatamente. C’erano anche famiglie e le ringrazio pubblicamente».

Il presidente racconta di lanci di oggetti e petardi verso la gradinata marsalese: «Nel secondo tempo sono andato fisicamente a sedermi in gradinata per fare da filtro e cercare di arginare eventuali reazioni. Per fortuna non si è fatto male nessuno, ma c’è stata paura».

Un passaggio che lo ha colpito profondamente: «Ho visto delle bambine spaventate, le ho abbracciate e mi sono emozionato. Questa è la cosa che odio di più nel calcio».

Atti vandalici nel settore ospiti

Oltre agli episodi in gradinata, il Marsala ha documentato danni strutturali: «Abbiamo trovato porte divelte, bagni distrutti, catenacci rotti, manichette degli estintori strappate. Alcuni hanno sfondato i cancelli ed sono entrati senza ticket».

Casa precisa che la società aveva seguito le indicazioni della Questura, raddoppiando il numero di steward e personale di sicurezza: «Davanti a determinate azioni è complicato intervenire senza le giuste strumentazioni. Tutto passa dalla volontà di fare o non fare certi gesti».

«Non è colpa della società Licata»

Il presidente distingue nettamente: «Con il Licata società avevamo dialogato in maniera cordiale. Non è colpa della società. Purtroppo nel calcio ci sono persone che lo utilizzano per fare altro e queste persone noi non le vogliamo».

Sono già stati avviati accertamenti con Digos e ispettori di campo: «Faremo le nostre verifiche e procederemo secondo le normative previste».

«Voglio famiglie e bambini allo stadio»

Il messaggio finale è chiaro e va oltre l’episodio: «Il mio impegno sarà riportare famiglie e bambini allo stadio. Non importa l’incasso o il risultato sportivo: importa che il calcio trasferisca emozioni positive».

Un appello forte, che chiude con una visione precisa: «Dobbiamo far diventare il calcio un momento di unione, non di divisione. È questo l’obiettivo e ci riusciremo».
«Non è colpa della società Licata»

Il presidente distingue nettamente: «Con il Licata società avevamo dialogato in maniera cordiale. Non è colpa della società. Purtroppo nel calcio ci sono persone che lo utilizzano per fare altro e queste persone noi non le vogliamo».

Sono già stati avviati accertamenti con Digos e ispettori di campo: «Faremo le nostre verifiche e procederemo secondo le normative previste».

«Voglio famiglie e bambini allo stadio»

Il messaggio finale è chiaro e va oltre l’episodio: «Il mio impegno sarà riportare famiglie e bambini allo stadio. Non importa l’incasso o il risultato sportivo: importa che il calcio trasferisca emozioni positive».

Un appello forte, che chiude con una visione precisa: «Dobbiamo far diventare il calcio un momento di unione, non di divisione. È questo l’obiettivo e ci riusciremo».

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