Trapani, rischio sfratto dal “Provinciale”

Il futuro del Trapani torna a essere appeso a un filo, ma stavolta il campo non c’entra. Al centro della vicenda c’è lo stadio “Provinciale”, casa storica dei granata, che rischia di trasformarsi in un caso istituzionale destinato ad avere conseguenze pesantissime.

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Il Libero Consorzio Comunale di Trapani ha infatti autorizzato i propri legali ad avviare le procedure per lo sfratto della società dall’impianto, sia per vie giudiziarie che extragiudiziarie. Un passaggio formale che segna una rottura netta nei rapporti tra ente e club.

Alla base della decisione ci sarebbero diverse inadempienze. Secondo quanto emerge, il Trapani non avrebbe provveduto al pagamento delle utenze – energia elettrica e gas – anticipate dall’Ente, né avrebbe effettuato la voltura prevista dagli accordi. A questo si aggiungerebbe il mancato versamento dei canoni di locazione sin dal 2023.

Una situazione debitoria che avrebbe superato i 600 mila euro e che ha portato all’attivazione di due procedure ingiuntive tuttora in corso.

Il punto di svolta è arrivato però con la scadenza dell’ultimo contratto: l’accordo firmato a gennaio 2025, della durata di un anno, è ormai terminato, ma la società continuerebbe a utilizzare l’impianto senza un titolo valido. Da qui la decisione dell’Ente di procedere con lo sfratto.

Le conseguenze, in caso di mancato accordo, sarebbero gravissime. Senza la disponibilità di uno stadio omologato, infatti, il Trapani non potrebbe iscriversi a nessun campionato, né professionistico né dilettantistico. Un requisito imprescindibile che mette a rischio la stessa sopravvivenza sportiva del club.

La palla passa ora alla società, chiamata a trovare in tempi brevissimi una soluzione con il Libero Consorzio: sanare le pendenze e regolarizzare la propria posizione è l’unica strada per evitare uno scenario che potrebbe portare il Trapani fuori dal calcio.

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