Siracusa calcio, i tifosi chiamano la città «Basta silenzi, Ricci faccia un passo indietro»

Un messaggio forte, diretto e senza più spazio per interpretazioni. A Siracusa cresce la preoccupazione attorno al futuro della società azzurra e ieri mattina una parte della tifoseria ha deciso di esporsi pubblicamente con una manifestazione partita dal campo scuola “Pippo Di Natale” e conclusa davanti alla sede dell’ex Provincia, in via Malta. Obiettivo del sit-in: chiedere chiarezza immediata sulle sorti del club e sul futuro della proprietà guidata da Alessandro Ricci.

iGam post

Come racconta La Sicilia, il tema centrale della protesta è stato proprio l’invito rivolto all’attuale presidente a fare un passo indietro per consentire l’avvio di una nuova fase societaria. I tifosi chiedono infatti trasparenza sulle eventuali trattative in corso e soprattutto tempi certi, dopo settimane caratterizzate da indiscrezioni, silenzi e mancanza di comunicazioni ufficiali.

Alla manifestazione hanno partecipato circa sessanta sostenitori, un numero che ha generato anche riflessioni amare all’interno della stessa tifoseria. Secondo molti presenti, infatti, la partecipazione è stata inferiore rispetto al peso storico e simbolico che il Siracusa rappresenta per la città.

«Siamo qui per amore del Siracusa, non per protagonismo», ha dichiarato Gaetano Favara nelle parole riportate da La Sicilia. «Chiediamo soltanto chiarezza. La tifoseria non può continuare a vivere tra voci e mezze verità. Se esistono trattative, bisogna spiegare almeno a che punto siamo. E se il presidente Ricci non ha più le condizioni per proseguire, allora abbia il coraggio di farsi da parte per il bene del Siracusa».

Sulla stessa linea anche Angelo Mincella, che ha evidenziato il divario tra il sentimento popolare e la reale partecipazione alla protesta. «Dispiace vedere così poca gente», ha affermato. «Sui social o allo stadio sembrano tutti innamorati del Siracusa, poi quando c’è da esserci davvero diventiamo pochi. Però chi oggi è presente rappresenta una parte sana della città, che chiede soltanto rispetto per la propria storia sportiva».

Nel corso della manifestazione è emersa anche l’amarezza per la scarsa mobilitazione della piazza. «Sessanta tifosi sono troppo pochi per una battaglia così importante», ha sottolineato Nello Intagliata secondo quanto riportato ancora da La Sicilia. «Ma non arretriamo. Qui non si parla soltanto di una stagione o di una categoria: qui si parla del futuro del calcio a Siracusa. Basta rinvii, basta silenzi».

Al termine del sit-in una delegazione di tifosi ha incontrato il sindaco Francesco Italia. Il primo cittadino ha ascoltato le richieste dei sostenitori e ha confermato l’esistenza di interlocuzioni in corso, pur mantenendo il massimo riserbo sui dettagli. «Capisco la preoccupazione dei tifosi», ha dichiarato il sindaco nelle parole riportate da La Sicilia. «Le trattative per il futuro del Siracusa proseguono, ma in questo momento non è possibile rivelare particolari. L’amministrazione comunale è disponibile al confronto e sta facendo tutto ciò che è nelle proprie possibilità».

Italia ha poi ribadito un concetto considerato fondamentale per comprendere i margini d’azione del Comune: «Il Siracusa è una società privata. Questo significa che eventuali cambiamenti societari dipendono dall’attuale proprietà. Il Comune può favorire il dialogo, ma non può sostituirsi ai privati nelle decisioni».

La giornata di protesta ha lasciato così un segnale preciso: una parte della tifoseria ha scelto di esporsi pubblicamente per evitare che attorno al Siracusa cali il silenzio definitivo. Ora resta da capire se alle parole seguiranno sviluppi concreti e se la proprietà deciderà davvero di imprimere una svolta al futuro del club.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *