Serie D, Gabriele sul Girone I: «Competitività straordinaria. Reggina protagonista, ma conterà la continuità»

Il Girone I di Serie D per la stagione 2026/2027 si prepara a offrire un campionato di grande interesse. La composizione ufficializzata dalla LND comprende 13 formazioni siciliane e cinque calabresi, con diverse piazze prestigiose pronte a contendersi le posizioni di vertice.
Tra le squadre maggiormente accreditate c’è la Reggina, ma attenzione anche a realtà come Nissa, Siracusa, Trapani, Vibonese e Igea Virtus. A tracciare un quadro del nuovo torneo è Ernesto Gabriele, tecnico che in passato ha guidato anche l’FC Messina.
Come riportato dalla Gazzetta del Sud, secondo Gabriele il nuovo Girone I presenta caratteristiche che potrebbero renderlo particolarmente equilibrato: «Ci attende un torneo di una competitività straordinaria, un vero e proprio crocevia di piazze storiche, tifoserie calde e progetti tecnici che si sono rinforzati».
Gabriele: «Non esistono campi agevoli»
L’allenatore sottolinea soprattutto le difficoltà che le formazioni più ambiziose incontreranno nel corso della stagione. Non sarà sufficiente, secondo la sua analisi, avere organici importanti sulla carta.
«Il fascino del Girone I è proprio questo: non esistono campi agevoli e ogni domenica è un test probante dal punto di vista caratteriale prima ancora che tecnico», spiega Gabriele alla Gazzetta del Sud.
Per competere realmente per il salto di categoria serviranno quindi organizzazione e continuità: «Chi ambisce al vertice dovrà dimostrare di avere una struttura societaria solida, una mentalità granitica e la capacità di gestire le pressioni ambientali tipiche di piazze che vivono di calcio viscerale. Sarà un campionato deciso dai dettagli e dalla continuità».
Reggina favorita? «Etichettare una squadra in estate lascia il tempo che trova»
I riflettori sono inevitabilmente puntati sulla Reggina, indicata come una delle principali candidate alla vittoria del campionato. Gabriele, però, invita alla prudenza.
«Etichettare una squadra in estate è un esercizio che lascia il tempo che trova», afferma il tecnico nell’intervista alla Gazzetta del Sud. Il valore della formazione amaranto non viene comunque messo in discussione: «La Reggina ha le qualità e la guida tecnica per recitare il ruolo di protagonista, ma la differenza la faranno la capacità di assorbire la pressione e l’equilibrio lungo l’arco della stagione».
«Le calabresi avranno un ruolo centrale»
Cinque le formazioni calabresi inserite nel raggruppamento e, secondo Gabriele, le sfide sui loro campi potrebbero avere un peso determinante nella corsa alle posizioni più importanti.
«Le rappresentanti calabresi reciteranno un ruolo centrale, perché le battaglie su questi campi sposteranno inevitabilmente gli equilibri dell’intero torneo», osserva Gabriele sulla Gazzetta del Sud.
Il tecnico si sofferma quindi sulle singole realtà: «La Vibonese deve riprendere una programmazione seria che l’ha distinta negli anni precedenti, mentre per altre piazze storiche come la Vigor Lamezia la situazione evidenzia un limite strutturale cronico. Il Sambiase dimostra invece che con la cultura del lavoro e l’organizzazione si possono colmare i gap».
La conclusione allarga il discorso alla sostenibilità dei progetti calcistici: «Questo girone è lo specchio impietoso dei mali del calcio italiano. Il campo è un giudice implacabile: senza sostenibilità, programmazione e competenza vera, la polvere spazza via tutto».
