PALERMO – Montagne russe, anzi rosanero. Palermo-Empoli 3-2 è una partita che racconta l’essenza più autentica del calcio: emozione, sofferenza, riscatto. Novanta minuti vissuti tra vecchi fantasmi e nuove certezze, fino all’urlo liberatorio del triplice fischio. Come racconta La Sicilia, il Palermo di Inzaghi ha risposto alle difficoltà iniziali con una prova di forza, compattezza e maturità.

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L’Empoli ha messo in difficoltà i rosanero sin dai primi minuti, ma la squadra non si è disunita. Al contrario, ha saputo riordinare idee e nervi, sgomberando il campo dagli ostacoli e riprendendo il controllo del match. Secondo La Sicilia, è stata una dimostrazione di crescita evidente, soprattutto mentale, in una gara che per andamento e contesto poteva facilmente scivolare via.

Se la striscia di partite interne senza subire gol si è interrotta, il Palermo può comunque sorridere per due muri abbattuti. Il primo è la sesta vittoria consecutiva al “Renzo Barbera”, evento che non si verificava dalla stagione 1949/50. Un dato che, come sottolinea La Sicilia, restituisce allo stadio il ruolo di fortino: a Palermo, oggi, non si passa facilmente. Il secondo tabù riguarda la rimonta: i rosanero non vincevano una gara in casa dopo essere andati sotto da oltre due anni, dall’ormai lontano 26 dicembre 2023 contro la Cremonese.

Il Barbera, ancora una volta, ha fatto la sua parte. Mai sotto le 21mila presenze stagionali e una media che supera quota 28mila: anche contro l’Empoli, nonostante la pioggia, quasi 25mila spettatori sugli spalti. Un fattore determinante, come evidenzia La Sicilia, che ha spinto e accompagnato la squadra fino alla vittoria.

Protagonisti anche i “Flying Finn”. Jesse Joronen e Joel Pohjanpalo. Il portiere, arrivato tra qualche perplessità estiva, ha firmato un’altra prestazione di altissimo livello, con una parata decisiva nel finale. Pohjanpalo, invece, continua a parlare con i numeri: 15 gol con ancora 15 partite da giocare. L’attaccante finlandese colpisce quando sembra assente, trasformando la prima palla utile in area in oro, come racconta ancora La Sicilia.

Spazio anche agli esordi e ai ritorni. Giangiacomo Magnani è tornato in campo dopo 266 giorni, lottando per tutto il secondo tempo con lo spirito di chi ha saputo piegarsi senza spezzarsi. Esordio maiuscolo anche per Dennis Johnsen: entra, illumina subito l’azione del 2-1 e nel recupero conquista la punizione che chiude definitivamente la partita.

Infine, il siparietto tra Pippo Inzaghi e Christian Vieri, ritrovatisi a Palermo. Un incontro che ha fatto sorridere il tecnico rosanero e che, chissà, ha portato anche un pizzico di fortuna. Il Palermo visto contro l’Empoli è vivo, maturo e sempre più consapevole dei propri mezzi. Il Barbera, ancora una volta, è casa. E pesa.

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