Messina, il 24 settembre il verdetto del TFN: sotto esame tesseramenti ed effetti sportivi

Una data destinata a pesare sulla vicenda del Messina: il 24 settembre 2026 il Tribunale Federale Nazionale è chiamato a pronunciarsi sul procedimento relativo ai tesseramenti della stagione 2025/26. Come ricostruisce La Sicilia, al centro del caso ci sono gli atti sottoscritti dall’ex presidente Stefano Alaimo durante il periodo di inibizione, la posizione dei calciatori coinvolti e le eventuali conseguenze sportive.
Secondo quanto riportato da La Sicilia, la Procura federale contesta ad Alaimo di avere firmato documenti relativi all’iscrizione al campionato e ai tesseramenti quando era già sottoposto a un’inibizione di dieci mesi divenuta definitiva. Il punto da chiarire riguarda dunque la validità di quegli atti nell’ordinamento sportivo e gli eventuali riflessi sulle gare disputate.
A rendere più articolata la vicenda c’è il successivo cambio societario. La precedente ACR Messina è entrata in liquidazione giudiziale, mentre il titolo sportivo è passato alla nuova ACR Messina 1900. La Sicilia evidenzia quindi uno degli interrogativi centrali: stabilire quali effetti di fatti precedenti alla nascita della nuova società possano eventualmente ricadere sul club che oggi detiene il titolo sportivo.
Un elemento utile alla lettura del caso arriva dalla decisione della Corte Federale d’Appello a Sezioni Unite del 10 luglio 2026. In un procedimento riguardante la nuova ACR Messina 1900 e fatti anteriori alla sua costituzione, la Corte annullò l’ammenda di 200 euro inflitta dal Tribunale, ma confermò due punti di penalizzazione. La decisione operò quindi una distinzione tra responsabilità disciplinare attribuibile alla nuova società ed effetti sportivi collegati al titolo.
Un altro passaggio riguarda i calciatori. Il 3 settembre venti giocatori hanno scelto il patteggiamento, con le originarie squalifiche trasformate dalla Procura federale in sanzioni pecuniarie. Il patteggiamento dei singoli, tuttavia, non determina automaticamente conseguenze sui risultati delle partite: restano da esaminare separatamente le posizioni dei tesserati, la validità dei tesseramenti, la responsabilità societaria e gli eventuali effetti agonistici.
Come ricorda ancora La Sicilia, un precedente richiamato nella vicenda è quello della Sicula Leonzio del 2014. In quel caso alcuni trasferimenti erano stati firmati da Nicola D’Amico, allora presidente dell’Acireale, durante un periodo di inibizione. La Commissione Tesseramenti dichiarò invalidi gli atti e la Corte di Giustizia Federale respinse il ricorso della Sicula Leonzio. Alla società furono inflitti 1.500 euro di ammenda e 18 punti di penalizzazione.
La situazione del Messina presenta però una differenza rilevante: la Sicula Leonzio esisteva ed era direttamente coinvolta nei trasferimenti contestati, mentre l’ACR Messina 1900 è stata costituita successivamente ai fatti e ha acquisito il titolo sportivo attraverso una procedura autorizzata dalla Federazione.
Durante la stagione 2025/26 Reggina, S.S.D. Città di Acireale 1946 e Sancataldese avevano contestato la regolarità dell’iscrizione e dei tesseramenti, chiedendo di valutarne gli effetti sui risultati. Il campionato si è concluso prima della definizione della vicenda nel merito e il procedimento è successivamente arrivato all’udienza del 2 settembre.
Il 24 settembre, dunque, il TFN dovrà affrontare un quadro che La Sicilia indica come particolarmente complesso: gli atti sottoscritti da Alaimo durante l’inibizione, la regolarità dei tesseramenti, le posizioni dei calciatori e gli eventuali effetti sulla nuova ACR Messina 1900. Nel procedimento vengono indicati numerosi atleti e più partite, per un totale di 466 illeciti. Sarà il Tribunale a stabilire come i diversi principi e precedenti richiamati debbano trovare applicazione nel caso giallorosso.
