Messina, delusione Feola Un fallimento tra i silenzi

A una settimana dalla retrocessione maturata a Ragusa, attorno al Messina continua a regnare il silenzio. Un silenzio pesante, che alimenta dubbi e preoccupazioni in una piazza ancora sotto shock per un epilogo difficile da immaginare soltanto pochi mesi fa.

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Come sottolinea la Gazzetta del Sud, dopo il ko che ha sancito il ritorno in Eccellenza sono arrivate soltanto alcune comunicazioni frammentarie: la nota social del presidente Justin Davis, il comunicato relativo al “caso firme” e qualche messaggio pubblicato dai calciatori. Nessuna presa di posizione forte, però, né soprattutto indicazioni concrete su quello che sarà il futuro del club.

Secondo quanto evidenziato dalla Gazzetta del Sud, la tifoseria attende soprattutto una conferenza stampa ufficiale della Racing Group per comprendere quali siano i reali programmi societari: dall’eventuale ipotesi ripescaggio fino alla futura organizzazione tecnica e dirigenziale.

Il nodo centrale riguarda proprio la struttura operativa del club. La Gazzetta del Sud evidenzia come, indipendentemente dalla categoria, il Messina abbia bisogno di figure presenti quotidianamente sul territorio e di dirigenti riconoscibili, evitando la gestione “a distanza” che ha caratterizzato gli ultimi sei mesi.

Tra i temi più discussi resta inevitabilmente quello legato alla guida tecnica. Il quotidiano analizza infatti la scelta di separarsi da Pippo Romano, tecnico che aveva ottenuto risultati importanti prima dell’avvento della nuova proprietà. Una decisione che non ha prodotto gli effetti sperati.

Prima l’esperimento Parisi, poi l’arrivo di Vincenzo Feola, allenatore scelto per esperienza e curriculum ma che, secondo la ricostruzione della Gazzetta del Sud, non sarebbe riuscito a incidere né sul piano tecnico né su quello ambientale.

I numeri raccontano una gestione deludente: dodici punti conquistati in dodici partite, con appena due vittorie, sei pareggi e quattro sconfitte, escluso il playout. Ancora più pesante il dato relativo alle prime sette gare, nelle quali il Messina aveva raccolto soltanto tre punti.

La Gazzetta del Sud sottolinea anche la continua ricerca di soluzioni tattiche mai realmente consolidate: cambi di modulo, rivoluzioni settimanali, adattamenti tecnici e infine il ritorno al 3-5-2 dopo il ritiro di Pizzo Calabro.

Ma la delusione nei confronti di Feola non si sarebbe limitata soltanto agli aspetti di campo. Secondo il quotidiano, il tecnico non sarebbe mai riuscito a creare empatia con la piazza, tanto che il silenzio seguito alla retrocessione viene interpretato come uno dei segnali più evidenti della distanza creatasi con ambiente e tifoseria.

L’allenatore campano, ricorda la Gazzetta del Sud, dopo il playout perso si sarebbe limitato a un confronto diretto con i tifosi presenti nel settore ospiti di Ragusa, senza però rilasciare dichiarazioni pubbliche né spiegazioni ufficiali.

Tra gli episodi più contestati resta anche la gestione dei portieri, tema che aveva già generato polemiche nelle settimane precedenti e che viene indicato come simbolo di una conduzione tecnica apparsa spesso confusa.

La stagione del Messina si è così conclusa con una retrocessione resa ancora più amara dal fatto che la squadra fosse riuscita persino ad annullare una penalizzazione di 14 punti. Un’impresa vanificata nel finale da un crollo tecnico, mentale e ambientale.

Feola è ancora legato al club da un contratto biennale, ma la Gazzetta del Sud lascia intendere come il suo futuro in giallorosso appaia ormai segnato. La gestione della sua posizione rappresenterà uno dei primi dossier che la società dovrà affrontare per programmare la prossima stagione.

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